Allarme Aids e Hiv in Lombardia: +40% nei maschi tra i 25 e i 29 anni

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E’ allarme in Lombardia sui numeri che parlano dell’aumento di casi di contagio di Aids e Hi. Su 130 mila persone Hiv positive in Italia, 20 mila risiedono in Lombardia che guida la classifica delle regioni italiane più colpite. Quindicimila vivono tra Milano e l’hinterland, 2.200 sono seguite dalla Clinica di malattie infettive del San Gerardo di Monza che quest’anno ha già effettuato 400 nuove diagnosi registrando un incremento del 20% rispetto allo scorso anno.

I più colpiti gli uomini gay tra i 25 e i 29 anni

I dati infatti dicono che i nuovi contagi sono 4 mila ogni anno, uno ogni due ore. I più colpiti sono i giovani gay tra i 25 e i 29 anni: «Registriamo un incremento del 40% dei casi in questa fascia d’età — spiega Gori — perché sono giovani di una generazione che non ha vissuto i tempi durissimi delle morti per Aids e hanno bisogno di essere informati ed educati».
Chi contagia è perché non sa di essere sieropositivo: «Il 30% dei sieropositivi non sa di esserlo — prosegue il primario —, spesso arriva in ospedale dieci anni dopo il contagio, quando la situazione è grave e quando potrebbe avere infettato almeno una dozzina di altre persone».

Aids running in music

Sabato si correrà la settima edizione dell’ Aids running in music e sarà una sfida all’Aids, ma anche una giornata di sfide più leggere: ai blocchi di partenza ci saranno le sorelle Cristina e Benedetta Parodi, saranno in gara i telecronisti Fabio Caressa e Maurizio Pistocchi e ci sarà anche un’attesa sfida politica perché Giorgio Gori, sindaco a Bergamo e candidato del centrosinistra alla guida della Regione (nonché fratello di Andrea), ha lanciato il guanto al sindaco di Monza Dario Allevi che guida una coalizione di centrodestra e pare intenzionato a correre.
Al di là dei volti noti la giornata di sabato sarà anche l’occasione per effettuare gratuitamente l’easy test: un test che in trenta minuti fornisce la diagnosi

I dati nazionali

Ogni anno in Italia si registrano tra i 3.500 e i 4mila nuovi riscontri di Hiv. Gli ultimi dati disponibili dell’Istituto superiore della sanità, relativi al 2015, parlano di 3.444 nuovi casi. Le cifre sono da interpretare tenendo presente che tante persone non sanno di aver contratto il virus: secondo una stima del Centro europeo di controllo delle malattie e dell’Oms Europa, nel nostro continente ci sono almeno 122mila persone sieropositive che non sanno di esserlo, circa uno su sette del totale degli infetti. “Queste persone spesso arrivano in ospedale anche dieci anni dopo il contagio, quando la situazione è grave e quando potrebbe avere infettato almeno una dozzina di altre persone”, continua Gori.

 


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