Corea del Nord, esercitazioni Usa al confine: simulato bombardamento

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Gli Usa si preparano per un eventuale attacco strategico contro la Corea del Nord. Oggi quattro jet statunitensi “invisibili” F-35B e due bombardieri strategici B-1B hanno simulato un bombardamento strategico nei cieli sudcoreani, quale monito alla Corea del Nord.

Gli aerei Usa sono stati affiancati da quattro F-15K sudcoreani, prima di rientrare alle basi, rispettivamente, in Giappone e a Guam. Le esercitazioni sono maturate a tre giorni dal missile a medio raggio lanciato dal Nord verso il Pacifico dopo il sorvolo del Giappone.

Dopo l’esercitazione, i velivoli sono rientrati nelle basi in Giappone e a Guam. Intanto in attesa dell’incontro a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, tra il segretario di Stato Usa Rex Tillerson e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, il Kuwait ha ordinato all’ambasciatore della Corea del Nord di lasciare il Paese entro un mese.

In arrivo anche portaerei

In programma anche un grande ciclo di manovre navali americane previsto a ottobre in tandem con la marina di Seul: gli Usa invieranno una portaerei e il relativo gruppo d’attacco vicino alla penisola coreana. La Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone terranno tra fine mese e inizio ottobre anche un’esercitazione di allerta sui missili.

Secondo il ministero della Difesa sudcoreano, il Nord sarebbe vicino alla «fase finale» di sviluppo di un missile balistico intercontinentale. Seul, in un rapporto ufficiale sul missile sparato venerdì scorso sopra i cieli del Giappone, solleva la possibilità che il Nord effettui ulteriori provocazioni strategiche, come più lanci di missili, fino a un settimo test nucleare.

Le minacce di Pyongyang

Pyongyang ha criticato apertamente la condanna decisa dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu dopo il lancio del missile che venerdì ha sorvolato il Giappone, sostenendo che la stretta internazionale ulteriore spingerà il Paese verso il «compimento di status di potenza nucleare». I movimenti in aumento «di Usa e forze vassalle nell’imposizione di sanzioni e pressione sulla Repubblica Popolare Democratica di Corea – ha affermato il ministero degli Esteri in una nota rilanciata dall’agenzia Kcna – farà crescere solo il nostro passo verso il completamento verso lo status di potenza nucleare».