Indipendenza Catalogna, Madrid oscura i siti pro-indipendenza

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La Catalogna non si arrende. Il primo ottobre si dovrebbe votare per l’indipendenza della Catalunya dalla Spagna. Madrid ha dichiarato illegale il voto ed è stato disposto il sequestro delle urne e l’identificazione dei votanti.

Sono state bloccate 140 pagine web che favorivano la consultazione referendaria. Il premier Rajoy non sarà presente al vertice Ue di Tallin. Ieri, la procura di Madrid ha ordinato di recintare tutti i luoghi pubblici dove potrebbero tenersi le votazioni. Nonostante ciò, migliaia di persone sono attese ai seggi e il 62% dei catalani dichiara che voterà.

Sequestrate le schede elettorali e multati per cifre fino a 12,000 euro gli organizzatori del referendum. Nessuno potrà entrare negli edifici adibiti ai seggi e non si potrà votare neanche in vicinanza di questi, per un raggio di 100 metri. Tutto ciò continuerà fino alla chiusura dei seggi, prevista per le 21,00. Tutti i tipi di materiale utilizzabili per l’esercizio del voto, dalle schede alle urne, dai pc alla documentazione, verranno sequestrati.

Domenica, alcuni aspiranti indipendenti hanno minacciato di occupare i seggi con i loro trattori per proteggere la votazione per l’indipendenza della Catalogna. Tra i siti chiusi c’è anche quello dell’Assemblea nazionale catalana. Il portavoce del governo catalano, Jordi Turull, ha usato parole forti contro la Spagna: “Si specchia nella Corea del Nord e si dedica a chiudere pagine web”.

Donald Trump ha appoggiato la Spagna nella soppressione al movimento indipendentista catalano: “Spero si torni al buon senso e che questa storia possa terminare al più presto. Questa vicenda non porta nulla di buono ai cittadini. Dobbiamo avviare una nuova fase in cui sia centrale il dialogo. La Spagna dovrebbe rimanere unita”.


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