Stupri di Rimini, confessa congolese capo del branco: “Sono pentito”

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Il responsabile degli stupri di Rimini ha confessato: in congolese Guerin Butungu ha ammesso di essere uno dei violentatori e ha chiesto perdono a tutte le donne per il male commesso. La confessione è avvenuta nel pomeriggio di ieri nel carcere di Villa Fastiggi dove Butungu è detenuto.

Ammissioni nel corso di un interrogatorio

Il congolese ha parlato per quasi tre ore davanti al pubblico ministero e, ammettendo quanto avvenuto a Rimini. Il ventenne congolese è ritenuto il capo del branco che la notte del 26 agosto ha seminato il terrore sulla spiaggia di Rimini, rapinando e stuprando prima una turista polacca e poi riservando lo stesso feroce trattamento a una trans peruviana incontrata sulla Statale 16.

 

Assistito dagli avvocati Mario Scarpa e Ilaria Perruzza, ha ammesso di aver violentato le due donne, ha ammesso la rapina del 12 agosto ai danni di una coppia di Legnano e di aver partecipato a un’altra rapina la stessa notte degli stupri.

È stato proprio il congolese a richiedere un interrogatorio nel carcere di Pesaro e davanti agli inquirenti ha affermato: “Avevo bevuto moltissimo, non mi rendevo conto, non sono il tipo abituato a farlo, è stata una notte di follia”.

Ammissioni anche sui furti

Butungu ha puntato il dito contro gli latri suoi compagni di violenze affermando che hanno ben poco da imparare da lui. Durante la sua confessione ha anche ammesso di aver rapinato due turisti bolognesi poco prima che scattasse il piano di stupri.

Al termine del colloquio con gli inquirenti ha affermato di essere “pentitissimo” di quanto accaduto e si è scusato con gli investigatori per le bugie dette finora. Adesso il pm chiederà il giudizio immediato. L’inchiesta di fatto è ormai chiusa. Resta solo il dolore di quelle vittime che hanno vissuto una notte da incubo.


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