Catalogna al voto, scontri con la polizia: oltre 300 feriti

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Un voto carico di tensione come preannunciato dagli eventi delle scorse settimane. Dalle sei del mattino è iniziata la battaglia per il referendum in Catalogna.

Nei seggi di Barcellona e della regione i militanti del Sì all’indipendenza hanno affrontato le forze dell’ordine. Il seggio dove avrebbe dovuto votare il governatore catalano Carles Puigdemont è stato tra i primi ad essere bloccato dalla polizia.

Proiettili di gomma contro la folla

Gli agenti hanno usato proiettili di gomma  hanno caricato la folla in attesa davanti a diversi seggi elettorali, ha riferito la tv pubblica Tv3.

Negli scontri, secondo l’ultimo bilancio riferito dal portavoce del governo catalano Jordi Turull, ci sarebbero stati almeno 337 tra contusi e feriti, alcuni dei quali gravi, mentre le autorità di Madrid hanno indicato che anche 11 agenti, tra cui nove poliziotti e due membri della Guardia Civil, sono stati feriti leggermente.

La «brutalità ingiustificata» della polizia contro gli elettori catalani è «una vergogna che accompagnerà per sempre l’immagine dello Stato spagnolo», ha detto Puigdemon.

Seggi presidiati per evitare il sequestro

Migliaia di attivisti hanno presidiato i seggi per evitare il sequestro delle schede e delle urne. Gli agenti della polizia regionale, che avevano ricevuto l’ordine di sigillare tutti i centri di voto in molti casi si sono mantenuti neutrali, rifiutandosi di fatto di agire con la forza.

Madrid considera «illegale» questa consultazione e ha dalla sua parte la legge spagnola e le sentenze della Corte Costituzionale.

«Vuoi che la Catalogna diventi uno Stato indipendente in forma di Repubblica?». È questa la domanda che i catalani trovano sulle schede elettorali.

Sono 5,3 milioni i cittadini che possono votare a Barcellona e in Catalogna la battaglia del referendum continuerà fino alle 21.


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