Ferrari, Maserati e soldi sequestrati: ai domiciliari padre e figlio

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Padre e figlio, imprenditori, arrestati sui Nebrodi con l’accusa di trasferimento fraudolento di titoli e valori. Pignorato l’intero complesso aziendale, tra cui 23 autovetture di lusso. Sono ai domiciliari.

L’operazione è dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Messina e della Direzione investigativa antimafia.

Il blitz, coordinato dalla Dda di Messina, arriva al termine di una complessa attività di indagine che avrebbe accertato il reato di trasferimento fraudolento di titoli e valori.

Ferrari, Maserati e soldi: blitz sui Nebrodi

L’indagine avrebbe consentito di documentare la creazione ad hoc di un’impresa operante nel settore edile e della vendita e noleggio di autovetture anche di lusso. Impresa formalmente intestata all’imprenditore più giovane, ma di fatto riferibile al padre. Quest’ultimo già sorvegliato speciale e destinatario di un provvedimento definitivo di confisca. Tutto sarebbe stato escogitato, secondo l’accusa, al solo scopo di aggirare le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale.

L’imprenditore più anziano ha gestito l’impresa nel comune di Caronia vanificando così l’efficacia dei provvedimento che lo avevano inibito nell’esercizio dell’impresa.

Allo stesso tempo l’imprenditore ha occultato l’illecita provenienza di grossi capitali fatti transitare sui conti corrente dell’azienda.

Con lo stesso provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale che include, tra le altre cose, 23 autovetture di lusso. Ci sono anche una Ferrari 548 e una Maserati 4.7 S, e vari depositi bancari e fondi di investimento, per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro.


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