Morte assistita in Svizzera, paralizzato e senza possibilità di curarsi

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Un uomo di 59 anni paralizzato da 40 ha scelto la morte assistita in Svizzera, Un’altro caso di italiano che sceglie la morte assistita. Si tratta di Loris Bertocco, veneto che non avendo più le possibilità economiche per curarsi e per la sua assistenza ha scelto di morire. Prima però ha scritto un lungo memoriale inviato a la Repubblica.

Nessun sostegno di tipo economico

Bertocco era nato a Dolo, comune tra Padova e Mestre, aveva 59 anni e da quaranta – dopo un incidente – era rimasto completamente paralizzato. Nel memoriale scrive che crede di aver fatto la scelta giusta “prima di trovarmi a vivere come un vegetale”.

Il tema che solleva nella lettera Bertocco è quello dei diritti civili, quello del sostegno necessario alle persone nelle sue condizioni. Un sostegno anche di tipo economico; chiede di “alzare la soglia massima relativa all’Impegnativa di cura domiciliare e fisica oggi fissata a mille euro”. Bertocco, lancia infine un appello in favore di una legge sul “testamento biologico” e sul “fine vita”. La conclusione del messaggio è “porto l’amore che ho ricevuto” e spero di aiutare le tante persone che vivono lo stesso mio calvario.

Dal memoriale: “Il 30 marzo 1977 ho fatto un incidente stradale che avrebbe potuto portare delle conseguenze di poco conto -, racconta il 59enne . Un’automobile mi ha investito mentre ero in ciclomotore. In realtà l’incidente ha avuto delle conseguenze molto gravi e nell’impatto c’è stata una frattura delle vertebre C5 C6 e sono rimasto completamente paralizzato”.

Poi il racconto, straziante, della sua lenta riabilitazione e della nuova caduta, con frattura dell’omero, che lo hanno definitivamente costretto a stare a letto. Infine la perdita della vista e la decisione di porre fine alla sua vita.

Il suo lungo testamento si conclude con un ultimo straziante appello perché l’Italia permetta una giusta morte: “La mia richiesta – scrive Bertocco – è che si approvi al più presto una buona legge sull’accompagnamento alla morte volontaria (ad esempio, come accade in Svizzera), perché fino all’ultimo la vita va rispettata e garantita nella sua dignità”.


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