Rosatellum incassa i primi sì: non si placa la polemica sulla fiducia

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Il Rosatellum, cioè la nuova legge elettorale, raccoglie i primi consensi: favorevoli 307, contrari 90, astenuti. Anche la seconda votazione, sull’articolo due della legge, è passata con 308 «sì» e contrari calati a 81.

A difendere la riforma e la scelta della fiducia scende in campo Matteo Renzi che finora non si era esposto sul Rosatellum: «Lo chiamano Fascistellum: una violenza verbale inaudita e una torsione verso l’assurdo – dice – Abbiamo introdotto i collegi, invece del 100% proporzionale, dove sia l’elemento fascista sfugge».

Le proteste non si placano

Fuori dal Parlamento infuocano le proteste: D’Alema, Di Battista e Pippo Civati.  Gli oppositori della legge  gridano al «golpe», al «fascismo», alla «violenza contro le Camere». Il premier Paolo Gentiloni, è al centro delle critiche per la decisione di porre la questione di fiducia.

Il voto finale a scrutinio segreto

Una volta esaurita la raffica di voti di fiducia (il terzo, e ultimo, sarà oggi) si attende con il fiato sospeso il voto finale, che sarà – obbligatoriamente – a scrutinio segreto: il margine di sicurezza, con i voti di Forza Italia e Lega, è ampio. Gianni Cuperlo ha annunciato che, «con dispiacere», non avrebbe votato la fiducia: «Penso che il Parlamento abbia il dovere di dare al paese una nuova legge elettorale. Resto però convinto che lo strumento scelto, il voto di fiducia, rappresenti un errore». Rosy Bindi, invece, dice sì alla fiducia ma non vota la legge. Il grosso del Pd, però, vota compatto. Chiusa la partita alla Camera, il Rosatellum andrà di gran carriera al Senato, dove già si prevede un nuovo voto di fiducia.

Il cammino della legge elettorale alla Camera si completerà domani con la terza votazione di fiducia, la discussione sugli ordini del giorno e il voto finale sulla legge, che molto probabilmente sarà a scrutinio segreto, (basta che lo chiedano 30 deputati).


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