IT, il remake del capolavoro tratto dal romanzo di Stephen King

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Non è mai facile prendere in mano un capolavoro della letteratura mondiale e proporre al pubblico un prodotto cinematografico che renda giustizia alla controparte cartacea. È ancora meno facile farlo quando la controparte in questione si chiama IT (Pennywise), di Stephen King. Se oggi generazioni di donne e uomini, giovani e ragazzini, tremano all’idea di un clown, buona parte del merito va proprio al maestro dell’horror, King.

Trama veloce

Nell’immaginaria Derry, cittadina della periferia del Maine, tipico sobborgo degli Stati Uniti centrali, iniziano a scomparire misteriosamente decine di bambini e adolescenti. Uno di questi è il piccolo Georgie Denbrough, che, mentre gioca con una barchetta di carta si imbatte in un inquietante pagliaccio: Pennywise. La storia vede la presenza di diversi personaggi di uguale importanza, un gruppo di ragazzini etichettati come Loosers, perdenti, in perenne fuga dai bulli che gli stanno alle calcagna quotidianamente. Fra i perdenti spicca la figura di Bill Denbrough, fratello maggiore dello scomparso Georgie. Bill guiderà la ricerca del fratellino e la soluzione del mistero di Derry, seguito dai suoi amici e dalla giovane Beverly, ragazzina che soffre delle violenze del padre. Però, nella cittadina di Derry “qualcosa” è tornata a reclamare un proprio debiti nei confronti dei suoi abitanti.

Recensione di IT

In questa versione di IT diretto da Andres Muschietti, con Bill Skarsgård e Finn Wolfhard, il ruolo del malefico pagliaccio è stato affidato al giovane Bill Skarsgård. Figlio di Stellan Skarsgard e fratello di Alexander e Gustaf (Floki in Vikings), al giovane Bill è toccato il difficile compito di dar vita ad un personaggio iconico.

La prova attoriale dell’attore ventisettenne è stata notevole, diversa sotto tutti i punti di vista da quella messa in scena da Tim Curry, sia per quanto riguarda la fisicità del personaggio, sia la sua psicologia e il suo rapporto con i protagonisti, mantenendo tuttavia il carisma e l’aspetto terrificante di Pennywise.

Interessante è, anche, la messa in scena delle vicende personali dei giovani “perdenti”, che raccontano storie molto più terrificanti di un clown malefico: un padre maniaco, una madre schizzofrenica e paranoica, la paura di crescere e affrontare i propri nemici.

È così che la lotta fra i “perdenti” e la cosa diventa qualcosa di estremamente simbolico. Il vero male è più vicino di quanto si possa credere.

La fotografia del film, a differenza di un film horror più canonico, raramente tende ai toni scuri. E ciò sta a confermare l’essenza fiabesca del film: ad essere esaltati sono i colori della cittadina e delle foreste circostanti, con risultati di immagini suggestive e di ottima qualità.

Se il libro è infatti ambientato su due piani temporali differenti, il primo a cavallo tra il 1957 e il 1958, il secondo tra il 1984 e il 1985, con gli stessi protagonisti prima bambini e poi adulti, ma è scritto con un costante andirivieni tra presente e passato, per questo adattamento cinematografico è stato deciso fin dall’inizio di separare nettamente i due periodi: con un ovvio risparmio di energie da parte di chi ha scritto le sceneggiature, ma con una perdita di fascino narrativo per lo spettatore rispetto al testo originale.

Curiosità sul progetto Pennywise

Alla versione cinematografica di IT ha lavorato per diversi anni, dal 2009 al 2015, Cary Fukunaga. Allora, ancora, non era noto come il regista della prima stagione di True Detective, ma che già si era fatto notare il suo Sin Nombre, thriller d’avventura che ha avuto una lunga vita festivaliera.
È stato lui a realizzare le prime versioni della sceneggiatura (assieme a David Kajganich prima, e a Chase Palmer poi), ed era lui che avrebbe dovuto dirigere il film, con il giovane attore inglese Will Poulter nei panni di Pennywise, se le traversie produttive e alcuni dissidi creativi non l’avessero spinto ad abbandonare questo sogno.
Nemmeno due mesi dopo l’addio di Fukunaga, la produzione ha trovato il suo sostituto in Andrés Muschietti, giovane regista argentino che ha in curriculum l’horror del 2013 La madre, prodotto da Guillermo del Toro e interpretato da Jessica Chastain.


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