Palermo, nave Aquarius con 606 migranti: 178 minori non accompagnati

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Ha attraccato al porto di Palermo la nave umanitaria Aquarius di “Sos Méditerranée”. A bordo 606 migranti soccorsi in sette operazioni, tra i quali 241minori (178non accompagnati), 11 donne incinte e un neonato.

Questo è il primo grande sbarco di persone che provengono anche da zone di guerra e dell’Africa centrale (Siria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Sudan, Marocco, Somalia, Eritrea, Senegal, Camerun, Nigeria, Liberia, Etiopia, Algeria, Ghana, Benin, Gambia, Yemen) nell’ultimo mese.

Segni di violenze e malnutrizione

Diversi naufraghi presentano sintomi di malnutrizione e appaiono provati dalla prolungata mancanza di cure, un giovane porta i segni di ferite da arma da fuoco e da machete.Numerose donne di origine subsahariana hanno dichiarato di essere state ripetutamente vittime di violenze sessuali.

 

“Un naufrago su tre è bambino o adolescente”, ha confermato Madeleine Habib,coordinatrice Sar (Search and Rescue) di Sos MéditerranéeTra loro anche un migrante originario della Turchia; 50 sono i richiedenti asilo siriani in fuga dalla Libia, tra i quali intere famiglie con bambini e due donne incinte al nono mese di gravidanza.

“Siamo fuggiti dalla Siria e siamo arrivati in Libia nel 2012. Ho lavorato nel settore delle costruzioni. Ma presto in questo Paese tutto è diventato caotico, non ci sono più soldi, né lavoro. Tutto ormai ruota intorno al racket e al traffico di esseri umani” ha spiegato un siriano ai volontari della ong.6h

“In Libia, se vedono Siriani dicono ‘dammi i soldi’. Mi hanno rubato la macchina. È uguale per tutti gli stranieri, se non sei libico non sei niente. Non ho avuto altra scelta: il mio passaporto era scaduto, era il mare o la morte” ha continuato il testimone siriano, che desidera chiedere asilo in Germania, dove si trova una parte della sua famiglia.

“Le diverse operazioni di salvataggio effettuate dalla Aquarius in queste ultime ore dimostrano che la crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale continua o addirittura peggiora. Gli uomini, le donne e specialmente i tanti bambini salvati in mare scappano dal caos e dal clima di insicurezza e di violenza in Libia. In mancanza di un’alternativa sicura, non hanno altra scelta che tentare la traversata del tratto di mare più mortale al mondo” afferma Valeria Calandra, presidente di Sos Méditerranée Italia.

L’Italia ha salvato e continua a salvare vite

«Qualche settimana fa il presidente della Commissione europea ha detto che l’Italia sul tema migratorio ha salvato l’onore dell’Europa. E noi siamo abbastanza fieri di questi riconoscimenti. Rivendichiamo il fatto che abbiamo salvato e continuiamo a salvare centinaia di migliaia di vite umane nel Mediterraneo, e contemporaneamente siamo consapevoli della necessità di gestire il fenomeno migratorio in modo strutturato, equilibrato, moltiplicando gli sforzi per sottrarne la gestione ai trafficanti di morte». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni intervenendo a un convegno a Roma del Cnr su clima, agricoltura e migrazioni.

«Il mancato intervento europeo sui flussi migratori è stato un cedimento di leadership». Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano al secondo Forum Transatlantico sottolineando che «aver lasciato da sola l’Italia a negoziare senza l’egida europea con il Niger e altri paesi africani è stato perdere un’occasione di leadership».


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