Usa lasciano l’Unesco: “Organizzazione con inclinazioni anti israeliane”

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Gli Stati Uniti hanno comunicato di voler uscire dall’ Unesco. Una decisione motivata dall’idea che l’organizzazione abbia «inclinazioni anti israeliane». Gli Usa parteciperanno soltanto con una «missione di osservatori». Dopo Washington anche il governo Israeliano ha annunciato che lascerà l’organizzazione: lo ha confermato in serata il premier benjamin Netanyhau.

«La decisione non e’ stata presa alla leggera», si legge in una nota del dipartimento di Stato, in cui si cita anche «la necessita’ di una fondamentale riforma» dell’agenzia. Pur uscendo dall’Unesco, gli Stati Uniti intendono continuare a lavorare con l’agenzia in qualità di «osservatore non membro», in modo da fornire «il punto di vista e l’esperienza americana».

I motivi e la questione israeliana

Decisive per la decisione presa sono stati alcuni recenti  provvedimenti presi dall’ Unesco. In particolare la risoluzione con la quale nel luglio scorso ha negato la sovranità di Israele sulla città di Gerusalemme vecchia e Gerusalemme est.

In un vertice tenutosi a Cracovia l’Unesco aveva dichiarato che Israele è una «potenza occupante» sottolineato che i luoghi sacri per le religioni cristiana, ebraica e musulmana sono «patrimonio esclusivo dell’Islam».

In precedenza era stato negato il legame culturale tra Israele e il Muro del Pianto. Sempre a Cracovia era stato riconosciuto quale «patrimonio dell’umanità» il sito della tomba dei Patriarchi a Hebron, definito tuttavia «sito palestinese». Decisione che il premier israeliano benjamin Netanyahu aveva definito «surreale». Altra decisione contesta dagli Usa è stata l’inclusione della Palestina come membro nel 2011.

Il nuovo segretario generale

Contrasti anche per la scelta  del nuovo segretario generale dell’Unesco: il qatariota Hamad Bin Abdulaziz Al Kawari, primo con 19 voti al secondo turno delle votazioni, davanti all’ex ministro della Cultura francese Audrey Azoulay, secondo con 13 voti, e all’attivista egiziana Moushira Khattab, terza con 12 voti (che gode del sostegno di Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti).

Il Qatar ha peraltro avuto un ruolo decisivo nelle ultime risoluzioni dell’Unesco che negano il legame ebraico con Gerusalemme ed Hebron. I candidati alla guida dell’Unesco devono ottenere il 50 per cento dei voti per sostituire la bulgara Irina Bokova: in mancanza del quorum, a partire da domani si procedera’ a maggioranza.


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