Cancro al seno, un nuovo studio spiega come la malattia possa “risvegliarsi”

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Alla ricerca, coordinata dal Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, ha partecipato anche l’Università di Bologna. Studio che ha individuato il meccanismo con cui le cellule tumorali del carcinoma della mammella si “risvegliano” dal loro stato di dormienza, rigenerando così il cancro al seno.

Cancro al seno

Per spiegare come un tumore del seno, dopo la terapia, possa passare da una fase di indolenza clinica a una fase metastatica, lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, si concentra sul ruolo delle nanovescicole: particelle che vengono rilasciate da tutte le cellule e, circolando nei fluidi corporei, possono essere catturate da altre cellule.

“Ogni cellula, sia essa sana o malata, contiene al suo interno due genomi distinti: uno è racchiuso nel nucleo, l’altro è presente nei mitocondri, le centrali energetiche della cellula. Con la nostra ricerca siamo riusciti per la prima volta a identificare la presenza del secondo tipo di Dna, quello mitocondriale, anche all’interno delle nanovescicole”, spiega Pasquale Sansone, coordinatore dello studio, ricercatore al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center e alla Weill Cornell Medical School.

Quali sono i meccanismi che risvegliano il tumore?

Sono, quindi, queste nanovescicole cariche di Dna mitocondriale che, muovendosi attraverso l’organismo, trasferiscono il loro Dna all’interno delle cellule dormienti del tumore, favorendone il risveglio.

Chiarisce Giuseppe Gasparre, docente di Genetica Medica all’Università di Bologna e coautore dello studio: “Le cellule tumorali dormienti mantengono di norma un basso profilo metabolico, dovuto o favorito da una diminuita funzione mitocondriale. Con il trasferimento di un mtDNA più efficiente in arrivo da cellule non tumorali, questa funzione mitocondriale verrebbe però ‘risvegliata’ scatenando così il processo metastatico e riavviando il tumore”.


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