Chiesto l’ergastolo per Talluto: sieropositivo che contaggiò 32 persone

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Chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per due anni per Valentino Talluto, il 32enne nisseno, sieropositivo, accusato di aver contagiato decine di donne conosciute in varie chat a partire dal 2006.

L’uomo intratteneva con le vittime rapporti sessuali non protetti di proposito, senza averle mai informate prima di essere affetto dal virus dell’Hiv e inventando ogni volta una scusa per non usare il preservativo.  L’uomo deve risponde dei reati di epidemia dolosa e lesioni gravissime, “ha voluto seminare morte. Non merita alcuna attenuante – ha detto il pm – perche’ non ha mai mostrato alcun segno di pentimento e resipiscenza, non ci ha mai aiutato durante le indagini e ha reso sempre dichiarazioni false”.

L’aggravante della malvagità

“Sapeva di essere infetto dall’agosto del 2006 eppure per quasi dieci anni ha continuato nella ricerca ossessiva e spasmodica di rapporti sessuali non protetti con chiunque”, ha detto nella requisitoria il pm Elena Neri, che ha ereditato l’indagine del pm Francesco Scavo. Ha mostrato “malvagità”, secondo la procura Velentino Talluto, nell’infettare più partner possibili.

“Sono 32 le persone contagiate, donne un bambino degli uomini e 25 persone che per buona sorte non sono state contagiate. In tutto 57 episodi”, ha calcolato l’accusa. “Lo stesso virus, nello stesso lasso di tempo. C’è la firma sotto questi contagi”, ha detto il pm. “Ed il pericolo per l incolumità pubblica presuppone il reato di epidemia dolosa, mai inflitta in Italia”.

L’uomo era solito frequentare locali per scambisti. E non ha mai contribuito all’identificazione delle ragazze. Non ha fornito nemmeno il cognome dei contatti sul telefonino.
La procura ha chiesto anche la trasmissione degli atti per l’attuale fidanzata di Talluto: avrebbe raccontato il falso per coprirlo.

Nel corso dei vari interrogatori resi nel corso delle indagini, Talluto, pur dicendosi dispiaciuto per quanto accaduto, si e’ sempre difeso sostenendo di non essere consapevole dei danni che avrebbe potuto causare per la sua sieropositività.

 


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