Tornano gli ulivi in Salento: via libera dell’Ue per il reimpianto

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Torneranno gli ulivi in Salento, l’Unione europea ha dato il via libera per il reimpianto e rinasce l’olivicoltura. Nell’area che era stata dichiarata infetta da xylella fastidiosa (l’intera provincia di Lecce e le propaggini meridionali di quelle di Brindisi e Taranto) potranno essere reimpiantate specie di ulivo diverse da quelle colpite dal batterio. Stando alle nuove misure di contenimento, varate dal Comitato fitosanitario Ue, le piante che dovranno essere eradicate a causa della malattia potranno essere sostituite da altre considerate più resistenti.

La rinascita dell’olivicoltura salentina

Se tutto andrà bene tra una decina d’anni potrebbero esserci giovani uliveti sani, e l’imprenditoria olivicola (che nell’agricoltura leccese occupa il settore più significativo) potrà rinascere. Tali nuove disposizioni sono arrivate dopo un pressing di anni da parte dell’Italia e accolte con favore dal ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, che ha parlato di “risultato importante, frutto di un costante lavoro diplomatico fatto a Bruxelles”.

Oltre all’eliminazione del divieto di reimpianto (che era operativo dal 2015) l’Unione ha approvato anche altre due misure estremamente importanti per l’economia agricola salentina e per la tutela del suo territorio: la possibilità di non abbattere le piante monumentali non contaminate da xylella che si trovano nei 100 metri da una pianta infetta, a patto che vengano protetta dal vettore e ispezionata periodicamente, e la possibilità di movimentare le tre varietà di vite non suscettibili al batterio (Negramaro, Primitivo e Cabernet Souvignon) senza sottoporle alla costosa termoterapia. Quest’ultimo provvedimento consentirà ai vivaisti delle barbatelle di riprendere fiato dopo anni di commercializzazione rallentata.

Il reimpianto dopo il disastro della Xylella fastidiosa

Gli ultimi alberi infetti da xylella sono stati scoperti nelle campagne di Ostuni, Ceglie e Fasano. Per Coldiretti Puglia “la modifica delle misure europee per contenere l’emergenza xylella consente di sembrare obiettivi che finora sembravano irraggiungibili”. L’associazione avvierà presto un crowfunding per aiutare gli agricoltori che hanno messo a disposizione gli uliveti per sperimentare i reimpianti al fine di individuare le specie di ulivi più resistenti.

«Si tratta di un risultato importante – afferma il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina – ottenuto grazie al costante lavoro diplomatico fatto in queste settimane a Bruxelles. Ora dobbiamo ripartire, guardando al futuro dell’olivicoltura e dell’agricoltura salentina. Bene anche le misure di protezione rispetto alle importazioni dall’estero che danno più garanzie di sicurezza». Stabilito il rafforzamento delle ispezioni nei siti di produzione europei che coltivano sei specie, tra cui olivo, oleandro e mandorlo, identificate come ad alto rischio a causa dell’elevata sensibilità al batterio.


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