La Catalogna ha deciso e dichiara l’indipendenza: la piazza esulta

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La Catalogna dichiara l’indipendenza dalla Spagna. Il parlamento catalano ha approvato la risoluzione che dichiara l’indipendenza dalla Spagna e la costituzione della Repubblica catalana e l’opposizione unionista non ha partecipato al voto. Immediato, giunge il primo commento da Madrid: «La legalità verrà ripristinata».

L’indipendenza è passata con 70 voti a favore e 10 contrari (due le schede bianche). Sono mancati i voti dell’opposizione unionista, che ha abbandonato l’aula prima dell’inizio dello scrutinio segreto.

Dopo giorni di tensione arriva il sì e il Parlament catalano è esploso in un boato: i deputati in piedi hanno cantano l’inno nazionale dopo che la presidente Carme Forcadell ha annunciato l’adozione della dichiarazione d’indipendenza, seguito da grida di «Visca Repubblica» (Viva la Repubblica). Più nello specifico, il parlamento catalano ha aperto il «processo costituente» della Repubblica e deciso l’entrata in vigore della «legge di transizione giuridica e di fondazione della Repubblica».

Esplodono le piazze

Migliaia di manifestanti sono riuniti vicino al parlament catalano, dove dovrebbe essere votata una risoluzione sulla costituzione della repubblica. La manifestazione e’ stata convocata dalle organizzazioni della societa’ civile indipendentista.

Rajoy: “Ristabiliremo la legalità”

Il premier Mariano Rajoy ha subito commentato: «Chiedo tranquillità a tutti gli spagnoli. Lo Stato di diritto restaurerà la legalità in Catalogna». E il governo di Madrid ha convocato un Consiglio dei ministri straordinario. Non è finita qui. Il Senato spagnolo approva l’attivazione dell’articolo 155 della costituzione contro la Catalogna, e la Corte costituzionale spagnola nelle prossime ore o lunedì dichiarerà privo d’effetto il voto del Parlament: i giudici ammetteranno il ricorso presentato dal Psc contro la celebrazione della plenaria del Parlamento catalano per votare l’indipendenza. Quando adotteranno questa decisione, i giudici priveranno di ogni effetto qualsiasi risoluzione adottata in questa sessione. Il premier ha assicurato davanti al Senato che il governo di Madrid che destituirà il presidente catalano Carles Puigdemont, il vicepresidente Oriol Junqueras e tutti i membri del Governo con i poteri straordinari che gli saranno concessi oggi dalla camera alta.

Ma la crisi politica tocca anche il sistema economico: si allargano gli spread dei bonos spagnoli sul bund tedesco dopo il voto sull’autonomia della Catalogna, con un aumento del differenziale di 7 punti base a oltre quota 118. I rendimenti sono aumentati di 6,7 punti base a quasi l’1,59%.

Incriminazione per ribellione

La procura generale dello stato spagnolo invece è pronta a chiedere l’incriminazione per «ribellione» del presidente catalano Carles Puigdemont. La incriminazione per «ribellione» – che comporta pene fino a 30 anni – preparata negli ultimi giorni in un vertice della procura potrebbe essere estesa al vicepresidente Oriol Junqueras. In particolare, la Procura generale spagnola ha già deciso che procederà penalmente contro il presidente catalano, Carles Puigdemont, i consiglieri della Generalitat di Catalogna e i capigruppo del Parlament catalano.

Pronto anche il commento europeo: «Non abbiamo niente da aggiungere a quanto già detto», afferma una portavoce della Commissione europea interpellata riguardo la dichiarazione di indipendenza della Catalogna. Nei giorni scorsi si era espresso in pubblico il presidente Jean-Claude Juncker affermando di essere «contro tutti i separatismi in Europa» e quindi di «non amare quello che si fa in Catalogna». In precedenza Juncker e altri commissari avevano sottolineato l’importanza del rispetto dello stato di diritto e della costituzione spagnola.


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