Il tramonto che ha incantato l’Italia, esiste una spiegazione scientifica

Il tramonto di domenica 29 ottobre ha offerto uno spettacolo mozzafiato. I social network si sono riempiti di immagini, molte delle quali straordinarie, che hanno messo in mostra un fenomeno atmosferico, se non eccezionale, certo molto raro: quello delle “nubi lenticolari“, così chiamate per la loro forma a “lente”. Si origina in presenza delle “onde orografiche”, quando un flusso d’aria viene modellato dall’orografia dei rilievi montuosi e genera tali tipiche “ondulazioni”. Le nubi lenticolari si formano in presenza di particolari condizioni meteorologiche, di umidità e di flussi d’aria.

Tutti ci siamo chiesti spontaneamente se il magnifico spettacolo era frutto dell’inquinamento atmosferico: “No, erano nubi troppo alte che stazionavano verso il limiti della stratosfera e l’inquinamento in questa caso non è la causa del loro effetto spettacolare”, spiega Maurizio Maugeri, fisico dell’atmosfera dell’Università di Milano.

Tramonto incantevole, merito dell’umidità

“Si è creata una condizione particolare dovuta alla diffusione del vapore acqueo per cui la luce del sole al tramonto attraversando i cristallini produceva colori e disegni straordinari simili alle nubi lenticolari che però in genere si presentano separate. L’inquinamento agisce a livelli più bassi e poi negli ultimi giorni una ventilazione discreta sulla Val Padana ha abbassato i livelli inquinanti, quindi non può generare conseguenze simili”, precisa Maugeri.

Nubi lenticolari

Come si spiega sulla pagina Facebook del Centro Meteorologico lombardo, sono nubi così chiamate per la loro forma a “lente”. Si originano in presenza delle “onde orografiche“, quando un flusso d’aria viene modellato dall’orografia dei rilievi montuosi e genera quindi le tipiche “ondulazioni”. Le nubi lenticolari si formano in presenza di particolari condizioni meteorologiche, di umidità e di flussi d’aria.

Le polveri (molto incrementate dai recenti incendi in zona) determinano l’intensità dei colori. Le forme, invece, sono conseguenza dell’attuale sinottica, che vede correnti in quota dai quadranti settentrionali, quindi forte interazione orografica da parte delle Alpi.

 


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