Cold case Bergamini: morì per soffocamento non fù suicidio

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Dopo circa trent’anni torna alla ribalta il caso Bergamini: il giocatore del Cosenza morto nel 1989 apparentemente a causa di un suicidio.  Una nuova superperizia medico-legale sulla sua salma dice che sia morto per soffocamento. Nei mesi scorsi la procura di Castrovillari, guidata da Eugenio Facciolla, ha riaperto per la terza volta l’inchiesta disponendo la riesumazione della salma del calciatore finito sotto un camion in corsa sulla Statale 106 vicino a Roseto.

Troppe le anomalie

Nel fascicolo dell’indagine è stata depositata nei giorni scorsi la nuova perizia che, a questo punto, rappresenta un’ulteriore conferma agli accertamenti eseguiti dai carabinieri del Ris nel 2012, quando è stato dimostrato che, se il calciatore si fosse lanciato sotto il camion, le scarpe, la catenina e l’orologio di Bergamini sarebbero stati quantomeno danneggiati durante l’impatto con l’asfalto. E invece tutti gli oggetti indossati dal calciatore erano intatti. Secondo la procura di Castrovillari, dietro il caso Bergamini potrebbe nascondersi un omicidio per il quale sono indagati l’allora fidanzata Isabella Internò e l’autista del camion Raffaele Pisano.

Bergamini era già morto quando fu investito dal camion in un incidente stradale del quale l’unica testimone oculare è l’ex fidanzata del giocatore del Cosenza: “Voleva lasciare il calcio. L’ho sentito dire: ‘Ti lascio il mio cuore ma non il mio corpo’. E poi si è tuffato”. Per Isabella Internò è stato un suicidio, ma Bergamini non avrebbe avuto alcun motivo di togliersi la vita. Quando è morto, infatti, era il punto di riferimento del Cosenza in serie B e l’anno successivo avrebbe potuto giocare con il Parma e la Fiorentina.

Denis Bergamini morì per un’emorragia causata dalla recisione dell’aorta femorale. Solo in un secondo momento, infatti, il camion sarebbe passato sopra il suo corpo che, tuttavia, non ha riportato i danni che un impatto del genere potrebbe provocare.

Nuova inchiesta, nuovi indagati

Nuovi nomi potrebbero presto ora essere iscritti nel registro degli indagati, oltre alla fidanzata e all’autista del camion. Intanto su richiesta del procuratore Facciolla sono stati sentiti nuovi testimoni che avrebbero fornito ulteriori elementi per fare chiarezza su uno dei casi più intricati legati al mondo del calcio e della criminalità cosentina.

Sebbene tanto l’autopsia, come le simulazioni del Ris negli anni abbiano messo in dubbio la dinamica dell’incidente raccontato dai due, non ci sono mai stati elementi sufficienti per procedere contro di loro e le due inchieste sono state archiviate. Adesso però, la nuova perizia chiesta dalla procura e disposta dal gip di Castrovillari, potrebbe segnare una svolta, perché per la prima volta c’è una ricostruzione alternativa della morte del calciatore, che cambia completamente il quadro.

Se Bergamini è stato soffocato, da quasi trent’anni c’è un assassino a piede libero. Un nuovo avviso di garanzia è stato recapitato nei mesi scorsi alla fidanzata e al camionista, ma i due potrebbero non essere gli unici nel mirino della procura.


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