Manovra di bilancio, cambia il digitale, da sostituire il 90% delle TV

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Cambia il digitale, la novità arriva dalla legge di bilancio. Dal 1 gennaio di quest’anno i televisori senza Dvb-T2 e Hevc sono completamente fuorilegge e non possono essere messi in vendita nei negozi, salvo che non abbiano in bundle un decoder esterno compatibile.

Ma lo «switch off», con la completa inutilizzabilità degli apparecchi televisivi senza standard Dvb-T2 avverrà nel 2022, dopo un «naturale ricambio» avviato «con 5 anni e mezzo di anticipo». A mettere i puntini sulle i sulla questione tempi è il Mise (Ministero per lo sviluppo economico) che con una nota mira a far chiarezza sullo spostamento delle frequenze per i broadcaster che, a valle, dovrà portare alla rottamazione del vecchio digitale terrestre.

Nove televisori su 10 da sostituire

Nove televisioni su dieci saranno obsolete nel 2022, dopo il passaggio al nuovo digitale terrestre. A meno di cinque anni dalla fine del passaggio al digitale terrestre, dunque, è già arrivato il momento di cambiare di nuovo, per adeguarsi alla normativa europea.

Nell’articolo 89 della norma, intitolato: “Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G”, si prevede la cessione della banda 700 agli operatori di telefonia. L’Agcom dovrà quindi, entro il 31 maggio del 2018, approvare un nuovo piano di assegnazione delle frequenze che avverrà zona per zona, gradatamente.

Incentivi per le famiglie

Nella manovra è stato previsto anche lo stanziamento di 100 milioni di euro come contributo alle famiglie per acquistare i nuovi apparecchi. Sono quindi «assegnati 25 milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2019-2022».

Solo a partire dal 2020, si legge sempre nella nota del ministero dello Sviluppo economico, «è previsto lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti locali e la costruzione del Mux1 della Rai per aree geografiche. Questa fase di transizione, che durerà fino al 2022, non prevede in alcun modo l’introduzione di tecnologia T2-Hevc ma l’uso di tecnologia MPEG-4 già diffusa da qualche anno nei televisori e che nel 2020 sarà disponibile per tutta la popolazione».


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