Killer di Roma: evaso dai domiciliari, uccide con pugnalata al cuore

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Killer a Roma. Due delitti in 24 ore che hanno sconvolto la capitale e che portano la stessa firma: una coltellata sferrata in pieno petto con inaudita violenza. La lama che spacca il cuore delle vittime e un movente ancora non definitivo. Forse collegato al mondo della droga e del sesso a pagamento.

Il presunto omicida è evaso da casa tagliando con le cesoie il braccialetto elettronico e senza che questo attivasse i sistemi che dovrebbero segnalare le manomissioni. E in meno di ventiquattr’ore ha ucciso due stranieri, una trans rumena all’Eur, Laurentiu Ursu, 27 anni, e un magrebino di vent’anni a Ponte Mammolo, un certo Khaled.

Le vittime uccide con una coltellata al petto

Due colpi con un piccolo pugnale al petto. Le indagini si sono concentrate su un evaso, Emanuele Veronesi, un trentacinquenne di Ostia, finito da due anni ai domiciliari dopo aver cercato di uccidere un ragazzo con un metodo orribile: dopo una lite l’ha cosparso di benzina e ha appiccato il fuoco. Ora scontava una parte di sentenza ai domiciliari sorvegliati, appunto, tramite il dispositivo elettronico. Ed è proprio sulla mancata attivazione dei sistemi di allarme che ora indagherà la procura. Il rischio polemica politica è dietro l’angolo.

Veronesi, stordito da alcol e droga è stato fermato dagli investigatori della Mobile nella tarda mattinata di sabato sul Lungotevere dei Vallati, a Trastevere. «Cercate me? Col trans sì ho litigato, ma l’altro l’ho lasciato che stava bene», ha provato a difendersi.

L’uomo è stato fermato solo per il primo omicidio, ma indagato per entrambi, venerdì mattina viene ritrovato il corpo di una trasessuale di nazionalità romena all’interno del Parco Rosati, non lontano dal Palazzo della Civiltà e della Concordia, all’Eur. La vittima indossa un paio di fuseaux, sul petto un’unica ferita, dritta al cuore.

Non lontano dal corpo un portafogli vuoto con all’interno un documento sbiadito: un atto giudiziario che porta a Veronesi. La polizia non perde un attimo. Lo cerca a casa, ma non c’è.

Fuggito dai domiciliari

Il fermato, che scontava i domiciliari per un tentato omicidio in un’abitazione di Ostia Antica, giovedì pomeriggio si è disfatto del braccialetto elettronico facendo perdere le proprie tracce. Dopo avere vagato, probabilmente sotto l’effetto di stupefacenti, si è recato nel parco dell’Eur. Tra l’una e le 3 avrebbe aggredito violentemente il transessuale, prima di colpirlo mortalmente al torace con una pugnalata. Alla base del gesto ci sarebbe un incontro a scopo sessuale finito male.

Proseguono ora le indagini per accertare se sia il responsabile anche dell’altro omicidio. Gli investigatori stanno ascoltando diverse persone che frequentano l’edificio dove è stato trovato il nordafricano. Verranno effettuati inoltre accertamenti sul coltellino sporco di sangue che è stato sequestrato.


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