Milano perde l’Ema: sorteggio decide che l’agenzia andrà ad Amsterdam

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Milano perde l’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco dovrà lasciare Londra per la Brexit, sarà ospitata da Amsterdam. A deciderlo il sorteggio con una monetina effettuato a Bruxelles dopo che al ballottaggio finale Milano e Amsterdam avevano ricevuto gli stessi voti.

Milano perde l’Ema: un’occasione perduta

La fortuna non ha sorriso dunque all’Italia, Milano ha perso un’occasione. Così l’Ema, che si trasferirà presto da Londra per la Brexit, andrà ad Amsterdam.

L’Italia era sostenuta da Grecia, Cipro, Romania, Malta e molti altri Paesi dopo aver lavorato per mesi ad accordi e alleanze. Una procedura decisa da tutti e 27 i leader a margine del vertice di giugno quella del sorteggio, ma che alcuni alti funzionari europei ora guardano con imbarazzo, indicandola come un «autogol», un messaggio «devastante», un assist per le forze euroscettiche.

L’idea che la decisione sul futuro di centinaia di impiegati e di tutto l’indotto che ruota intorno a loro – oltre un miliardo e mezzo nel caso dell’Ema – sia stata affidata alla sorte, è il ragionamento che rimbalza da un palazzo Ue all’altro, non fa bene all’immagine dell’Europa. «Veramente un po’ assurdo essere esclusi perché si pesca da un bussolotto. Tutto regolare, ma non normale», ha sintetizzato il sindaco di Milano Giuseppe Sala. «La monetina – ha rincarato il governatore lombardo Roberto Maroni – è triste, è il paradigma di un’Europa che non sa decidere».

Le astensioni hanno influito sul risultato

A pesare sui risultati, anche la stizzita astensione della Slovacchia dopo che Bratislava è finita fuori dalla gara al primo round. È stata questa defezione a far approdare la partita al pareggio (13 a 13 al ballottaggio finale Milano-Amsterdam) dopo le aspettative deluse. Data in pole position fino all’ultimo in virtù del criterio politico della ridistribuzione geografica, la capitale slovacca è stata infatti schiacciata dalla statura tecnica di Milano (25 punti), Amsterdam e Copenaghen (20 punti ciascuno), senza possibilità di appello già alla prima votazione. La seconda ha eliminato la capitale danese, poi l’epilogo beffa.

Quello che sembra chiaro è che a “tradire” siano stati Spagna e Germania. Condizionale d’obbligo visto che l’importante scelta sul trasloco di due importanti agenzie Ue come Ema ed Eba sono state fatte a scrutinio segreto. Un passaggio ancora più “inquietante” rispetto al riffa finale.


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