Sposa bambina violentata a Padova: lei ha 9 anni il marito 35

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Sposa bambina violentata, incessantemente, dal marito trentacinquenne, più grande di lei di ben 26 anni.

Sposa bambina violentata: le dinamiche

La storia è semplice, la giovanissima sposa bambina era stata affidata dai genitori, di origine musulmana, ad un uomo più grande di lei di ventisei anni, anche lui musulmano.

Agli occhi esterni la bambina era una comune bambina di 9 anni, andava a scuola con le sue coetanee e svolgeva una vita tranquilla, se non fosse che il marito non ha neanche atteso che la bambina raggiungesse la maggiore età e  ha iniziato ad abusare di lei sin da subito, senza passare prima attraverso baci e carezze.

L’episodio si è verificato a Padova, la comunità è sconvolta e rammaricata dal fatto che simili eventi, ben più familiari alla comunità musulmana, si possano verificare anche in Italia. Dentro le mura domestiche e all’oscuro di tutti.

La bambina avrebbe finalmente avuto il coraggio di parlare dopo essere stata portata in ospedale, dai genitori stessi, in seguito ad un’emoraggia interna causata dalle continue e ultime violenze subite.

Le cause del malore sono state chiare a medici immediatamente ed è stato fornito alla bambina un supporto psicologico che ha confermato la diagnosi e l’ha portata ad aprirsi e a confessare le violenze.

Sono intervenuti i carabinieri di Padova

I medici hanno avvisato prontamente i carabinieri e le forze dell’ordine che hanno aperto un’indagine sull’accaduto. La bimba è stata allontanata dalla famiglia, su cui gli inquirenti indagano per capire se hanno spinto e favorito il matrimonio, è stata accolta all’interno di una comunità protetta.

Andrea Ostellari, segretario provinciale della Lega di Padova non ha tardato nell’esprimere il suo parere sulla vicenda: “L’odiosa vicenda della bambina di 9 anni, data in sposa e violentata dal marito 35enne, impone una presa di posizione inequivocabile. Soprattutto ai musulmani di Padova, che hanno l’obbligo di condannare questa barbarie insopportabile.

A pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la nostra comunità si scopre sempre più vulnerabile. In molti Paesi europei la sharia sta sostituendo le leggi dello Stato, nel silenzio delle Istituzioni. Non permettiamo che questo avvenga in Italia.

Denunciare il silenzio complice di chi si gira dall’altra parte per non vedere è compito di tutti i cittadini per bene. Siamo di fronte ad un bivio: da una parte c’è il baratro, dall’altra la Civiltà. La Lega sta dalla parte giusta”.

“Denunciare il silenzio complice” è sicuramente il primo passo per far si che certe barbarie vengano alla luce, il secondo, di pari passo, dovrebbe essere quello di non farle avvenire completamente.


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