Papa incontra San Suu Kyi: “Pace nel rispetto dei gruppi etnici”

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Papa incontra San Suu Kyi in una sala del corpo diplomatico, nel palazzo presidenziale della capitale birmana. Un incontro storico e molto atteso in un momento storico delicato come questo che vede al centro la tragedia dei Rohingya – la minoranza musulmana che negli ultimi mesi ha subito una durissima repressione, con oltre mezzo milione di profughi cacciati dall’esercito oltre il confine col Bangadesh – ha attirato sul Paese l’attenzione di tutto il mondo. L’incontro è durato ventitré minuti.

Papa incontra San Suu Kyi: rispetto per i diritti umani e i gruppi etnici

Francesco aveva già ricevuto Aung San Suu Kyi in Vaticano il 4 maggio, nel giorno in cui la Santa Sede e il Myanmar annunciarono di avere finalmente stabilito relazioni diplomatiche.

Francesco è arrivato nella ex Birmania per chiedere la cessazione delle violenze e il rispetto dei diritti umani e di ogni etnia, puntando sulla collaborazione e il dialogo tra le religioni. San Suu Kyi ha rassicurato il Papa e chiede comprensione, la transizione verso la democrazia e i conflitti etnici nel Paese sono una faccenda complessa.

I ringraziamenti del Premio Nobel

Francesco è stato accolto nel piazzale d’ingresso dal presidente Htin Kyav ed ha parlato con lui per quindici minuti in privato, prima di essere accompagnato da Aung San Suu Kyi. Più tardi, la Nobel e il Papa si trasferiranno al Centro congressi della capitale e interverranno pubblicamente all’incontro con le autorità, il corpo diplomatico e i rappresentanti della società civile.

«Grazie per essere arrivato qui da noi». Aung San Suu Kyi, Consigliere di Stato, si rivolge a Francesco ed esordisce in italiano, in omaggio al vescovo di Roma. E attraverso il Papa è come si rivolgesse al mondo intero dopo le polemiche sulla tragedia dei Rohingya, la minoranza musulmana che negli ultimi mesi ha subito una durissima repressione, con oltre mezzo milione di profughi cacciati dall’esercito oltre il confine col Bangadesh.

Aung San Suu Kyi parla della questione in modo esplicito citando lo Stato di Rakhine, la terra birmana dalla quale la popolazione islamica è stata espulsa, e che un recente accordo tra i governi del Myanmar e del Bangladesh promette di far rientrare.


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