Sequestrati 3 milioni di euro a Bari, per la Gdf: “Soggetto pericoloso”

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Sequestrati 3 milioni di euro a soggetto ritenuto pericoloso dalla Guardia di Finanza. A seguito di complesse indagini patrimoniali ha proceduto all’esecuzione del provvedimento, disposto dal Tribunale di Bari – Sezione Misure di Prevenzione su proposta del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, di un sorvegliato speciale ritenuto dagli inquirenti “soggetto pericoloso”.

L’esecuzione di indagini economico-patrimoniali ha permesso di dimostrare, da un lato, la pericolosità sociale del soggetto, dall’altro la sproporzione tra le fonti di reddito ufficiali e la reale capacità economica allo stesso riconducibile – anche a mezzo dei propri affiliati/prestanome.

Sequestrati 3 milioni di euro: sigilli a ristoranti e palestre

Nel dettaglio sono stati sequestrati 1 abitazione, 3 veicoli, 8 compendi aziendali (tra cui distributori di carburante, ristoranti e palestre), oltre a svariati rapporti bancari, per un valore complessivo di 3,4 milioni di euro.

I beni sono risultati nella disponibilità del soggetto, considerato “socialmente pericoloso” nell’accezione del Codice antimafia, alla luce dei numerosi e gravi precedenti penali e di polizia relativi a plurime condotte di estorsione, porto abusivo e detenzione di armi, ricettazione, lesioni personali e contrabbando.

Contrasto alla criminalità organizzata

Riguardo alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata e diffusa, da tempo si è evidenziata l’importanza dello strumento delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, capaci di limitare gli spostamenti dei malavitosi sul territorio e soprattutto, sul piano patrimoniale, di incidere sulla loro ricchezza nonché di determinare una perdita di immagine e di prestigio agli occhi dei loro sodali.

Obiettivo strategico di primaria importanza è, infatti, quello del contrasto alle proiezioni economiche della criminalità, mediante l’aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie riferibili direttamente o indirettamente alle organizzazioni delinquenziali, nonché alle loro capacità di infiltrazione nell’economia legale.

Il nuovo Codice antimafia

Il nuovo Codice Antimafia è stato definitivamente approvato dalla Camera lo scorso settembre. Uno dei pilastri fondamentali è che si allarga il perimetro dei possibili destinatari cui possono essere applicate le misure di prevenzione personali e di natura patrimoniale.

Da un lato si può applicare a chi è indiziato di terrorismo o di assistenza agli associati a delinquere, dall’altro a chi è indiziato di associazione a delinquere finalizzata ad alcuni gravi delitti contro la pubblica amministrazione, tra cui peculato, corruzione propria e impropria, corruzione in atti giudiziari, concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità.


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