Attacco fascista contro Repubblica, fumogeni contro finestre: reazioni

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Attacco fascista contro Repubblica. Il blitz è scattato alle 15.30 ed ha visto i giovani a volto coperto lanciare un fumogeno contro le finestre del quotidiano diretto da Mario Calabresi. Un gruppo di persone a volto coperto ha fatto irruzione presso la sede di Repubblica e L’Espresso sventolando bandiere di Forza Nuova.

Attacco fascista contro Repubblica: immediato l’intervento delle forze dell’ordine

Immediato l’intervento delle forze dell’ordine. Gli uomini del commissariato Colombo però non hanno trovato gli autori del gesto, fuggiti dopo alcuni minuti. Sul posto anche gli agenti della Squadra Mobile e gli investigatori della Digos che indagano sull’accaduto.

La rivendicazione non si è fatta attendere, si tratta di un gruppo di fascisti. Una pezza con scritto “Boicotta L’Espresso La Repubblica”, torce accese per “illuminare” la verità contro le menzogne dei pennivendoli di regime e maschere sul volto. Ci siamo presentati così perché oggi rappresentiamo ogni italiano tradito da chi con la penna favorisce Ius soli, invasione e sostituzione etnica”.

 

Sull’accaduto indaga la Digos. Uno dei militanti è stato successivamente fermato: si tratta di un 34enne conosciuto proprio dalla Digos quale attivista di Forza Nuova. Al termine degli accertamenti l’uomo è stato denunciato per manifestazione non preavvisata, travisamento, violenza privata e accensione di artifizi pirotecnici in luogo aperto al pubblico.

Interpellato dall’Ansa, il leader di Forza Nuova Roberto Fiore non si tira indietro e conferma: “È il primo atto di una guerra politica contro il gruppo Espresso e contro il Pd. Stanno portando avanti un’opera di mistificazione e di criminalizzazione che vuole mettere fuori gioco Forza Nuova”.

Attacco fascista contro Repubblica: le reazioni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita ufficiale in Portogallo, fa pervenire la sua “solidarietà a tutti i giornalisti di Repubblica e dell’Espresso per il grave fatto di oggi”. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni chiama il direttore di Repubblica Mario Calabresi per manifestargli solidarietà.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ammonisce “tutti coloro che hanno ritenuto che gli allarmi, le sottolineature, l’attenzione dedicata a questo tema fosse eccessiva”. “C’è un estremismo che ha alzato la testa – avverte il Guardasigilli -, che è contrario ai valori costituzionali, alle nostre libertà e credo che lo Stato e la società italiana debbano affermare quei valori su cui si regge la nostra Costituzione”.

Il riferimento del ministro è probabilmente al leader della Lega Matteo Salvini: in serata il segretario del Carroccio si è detto “sempre a favore della libertà di stampa e di opinione, contro ogni violenza”, manifestando vicinanza a Repubblica.

Nel frattempo, il ministro dell’Interno Marco Minniti si porta nella sede del giornale per ribadire il valore di “antifascismo e libertà di stampa, capisaldi della democrazia”.Visualizza l’immagine su Twitter

 


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