Persona dell’anno Time alle “Silence Breakers”: denunciano molestie

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Persona dell’anno Time. Il prestigioso premio assegnato dalla nota rivista quest’anno va alle donne che hanno avuto il coraggio di denunciare le molestie sessuali sul luogo di lavoro e in qualunque altro contesto.

Il settimanale americano, che da anni premia il personaggio dell’anno, avrebbe deciso di assegnare il riconoscimento al movimento. Non una sola donna, ma un insieme di donne unite che si spalleggiano e sono un esempio per le migliaia di donne che hanno paura di parlare.

Persona dell’anno Time: le donne in copertina

Nella copertina della rivista sono immortalate 5 donne, Ashley Judd, attrice che tra le prime ha denunciato il colosso di Hollywood Weinstein, Susan Fowler, ingegnera di Uber che denunciò e portò al licenziamento del Ceo Travis Kalanick e di altri venti dipendenti, Adama Iwu, creatrice del sito “we said enough” che denuncia le molestie nel mondo del lavoro e della politica, Taylor Swift, la cantante che ha vinto la causa contro David Mueller, il dj che dopo un concerto l’aveva palpata sotto la gonna e Isabel Pascual che ha raccontato le minacce a cui è stata sottoposta per aver denunciato le molestie ricevute sul lavoro.

Time, persona dell’anno

Nell’immagine appare anche il gomito di una sesta donna, in rappresentanza di tutte coloro che non trovano il coraggio di denunciare: un incoraggiamento.

Le Silence Breakers, coloro che hanno rotto il silenzio come suggerisce il nome, nate come atto di coraggio individuale sono oggi un folto gruppo.

Persona dell’anno Time: l’hastag che diventa virale

A lanciare l’hastag #metoo è stato l’attrice, ex streghetta di rai due, Alyssa Milano. In poche ore mezzo milione di utenti ha ritwittato il messaggio della Milano.

“Se tutte le donne molestate sessualmente o violentate scrivessero ‘Me too’ come status, potremmo dare alle persone un senso della vastità del problema”, ha scritto l’attrice.

Un trend topic in meno di 24 ore, accolto da tantissime celebrities ma anche da donne comuni che condividono abusi subiti in passato.

Aneddoti personali, ricordi di abusi su luoghi di lavoro o riguardanti la sfera personale, abusi tra le mura domestiche, finalmente le donne hanno trovato un modo per liberarsi.

“#MeToo quando prestavo servizio militare. Più di una volta. Sono stata in silenzio per proteggermi. Lo rimpiango ogni giorno” è solo uno dei tanti esempi che dilagano in rete.

«Questo è il cambiamento sociale più rapido che abbiamo visto lungo i decenni, è iniziato con singoli atti di coraggio da parte di centinaia di donne , e anche di alcuni uomini , che si sono fatti avanti per raccontare le loro storie” e ancora “la scelta di quest’anno è particolarmente nello spirito della selezione della “person of the year” che Time fa fin dal 1927. Ci sono individui che ispirano il mondo e queste donne hanno spinto tutti a smettere di accettare l’inaccettabile”, ha commentato il direttore di Time Edward Felsenthal al programma “Today” della NBC.

Time, persona dell’anno : anche gli uomini si fanno avanti

Già, perché #metoo ha generato un altro hashtag che ha avuto una rapida diffusione, #ihave.

Tanti uomini hanno iniziato a mettersi una mano sulla coscienza, chiedendo perdono, raccontando di momenti in cui hanno abusato, fisicamente o mentalmente, delle donne.

“Ho chiesto del sesso e poi l’ho fatta sentire colpevole per avermi detto no. Magari ho preso per sì un forse. Ho consumato la tossica cultura patriarcale dell’industria pornografica per il mio piacere momentaneo. Ho continuato con il sesso senza il tempo nè l’accortezza di capire se fosse realmente quel che volevo. Mi sono affidato tantissimo al lavoro delle donne perché mi insegnassero a essere un uomo migliore con loro. Ho tollerato ‘discorsi da spogliatoio’. Ho esercitato il mio potere di controllo in vari modi per ottenere quello che volevo. Non sono un uomo cattivo, non sono un bravo ragazzo, mi sto svegliando dentro a una cultura dello stupro e imparo ogni giorno cosa significa nutrire la vita anziché carpirla” sono le parole di un utente maschile che su twitter ha cercato di fare ammenda.


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