Scontri in Cisgiordania, la decisione di Trump infiamma la regione

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Scontri in Cisgiordania. Dopo la decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme quale capitale delle Stato Ebraico, disponendo il trasferimento dell’ambasciata, infiamma la protesta. Sono in corso in diverse località della Cisgiordania, in particolare a Betlemme, Hebron e Ramallah. L’agenzia di stampa Maan riferisce che 16 dimostranti sono stati intossicati da gas o feriti da proiettili rivestiti di gomma in scontri con l’esercito israeliano a Tulkarem e a Qalqilya.

Altri incidenti sono segnalati nella zona compresa fra Ramallah e Gerusalemme. I manifestanti, tra Gaza e la Cisgiordania, stanno dando alle fiamme bandiere americane e israeliane, così come poster di Trump e Netanyahu.

Scontri in Cisgiordania: dimostranti palestinesi feriti

Tre dimostranti palestinesi sono rimasti feriti dal fuoco di militari israeliani quando la manifestazione di protesta a cui partecipavano ha raggiunto i reticolati della linea di demarcazione della Striscia di Gaza con Israele. Lo riferiscono fonti mediche locali. Manifestazioni di protesta si sono registrate nelle città palestinesi della Cisgiordania.

Gli scontri sono stati registrati in particolare a Betlemme, Hebron e Ramallah. Secondo la Mezzaluna rossa ci sarebbero almeno 60 feriti: 12 persone sono state ferite da armi da fuoco, 13 sono rimaste contuse da proiettili rivestiti di gomma e altre 32 sono state intossicate da gas lacrimogeni.

Principale obiettivo di queste manifestazioni di protesta è il presidente americano Donald Trump. A Gaza sono stati bruciati poster con la sua immagine. A Betlemme un suo grande ritratto, un graffito dipinto di recente su un muro della Barriera di sicurezza, è stato cancellato con la vernice nera.

A Nablus i dimostranti hanno portato in piazza un fantoccio che aveva il volto di Trump e gli hanno dato fuoco. Sul web circola da mercoledì anche un fotomontaggio che mostra Trump steso sanguinante a terra, con i fori di proiettili in testa e al petto.

Isis e Al Qaeda incitano ad attaccare gli Usa – I sostenitori dell’Isis e di Al Qaeda minacciano attacchi contro gli americani dopo la proclamazione di Gerusalemme capitale di Israele. Lo riferisce il Site, il sito di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web. “Vi taglieremo la testa e libereremo Gerusalemme”, recita uno dei messaggi, in arabo, ebraico e inglese, postato online e corredato dalle immagini della moschea di al Aqsa.


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