Scontri a Gaza, riparte l’intifada nei territori: morti e feriti

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Scontri a Gaza. Si aggrava il bilancio degli scontri di ieri tra Gaza e Cisgiordania. Si parla di almeno 2 morti e 750 feriti nelle proteste contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele.

Scontri a Gaza: Hamas annuncia nuova intifada

Hamas afferma che l’intifada proseguirà. Razzi dalla Striscia e bombardamenti israeliani. L’Onu condanna la decisione di Trump su Gerusalemme, condanne anche da parte dell’Italia.

Dalla Striscia, per il secondo giorno consecutivo, sono stati sparati razzi verso il sud d’Israele, con l’Iron Dome – il sistema antimissili – che ne ha intercettato uno. Lo Stato ebraico ha reagito con colpi di cannone e raid aerei sulle basi di Hamas, uccidendone due membri. E proprio Hamas tuona: l’intifada proseguirà.

Le condanne contro la decisione di Trump

Gli ambasciatori di cinque Paesi Ue (tra cui l’Italia) hanno firmato una dichiarazione comune di condanna della decisione di Washington.

La decisione di Donald Trump di riconoscere unilateralmente Gerusalemme come capitale di Israele “non è conforme alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza”, hanno detto gli ambasciatori di Francia, Regno Unito, Italia, Svezia e Germania all’Onu. “Non promuove la prospettiva di pace nella regione”, hanno dichiarato i diplomatici in una dichiarazione dopo la riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza durante la quale gli Stati Uniti si sono trovati isolati.

Gli ambasciatori hanno anche invitato “tutte le parti e gli attori regionali a lavorare insieme per mantenere la calma”.

Nel corso del Consiglio l’inviato Onu per il Medioriente, Nikolay Mladenov, ha avvertito che “c’è un serio rischio che possiamo vedere una catena di azioni unilaterali, che possono solo spingerci ancora più lontano dal raggiungere i nostri obiettivi condivisi di pace”.

Hamas ha ordinato ai suoi funzionari di evacuare tutti i siti dell’organizzazione per il timore di attacchi da Israele.

Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, intervenendo a Vienna. “Prima normalizziamo i rapporti tra Washington e il mondo arabo e, quando questo sarà avvenuto, la questione palestinese si risolverà da sola. La Casa Bianca ha bruscamente complicato il piano di normalizzare prima i rapporti col mondo arabo e poi risolvere il problema palestinese”.


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