Nuovo sistema solare molto simile al nostro: una stella e otto pianeti

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Nuovo sistema solare, la Nasa ha dato l’annuncio della scoperta, sarebbe formato da otto pianeti che orbitano intorno alla stella Kepler – 90. Una formazione familiare a noi “terrestri” che studiamo il sistema solare da quando siamo piccoli.

Nuovo sistema solare: un stella e otto pianeti

Il nuovo sistema si trova all’interno della costellazione del drago a ben 2545 anni luce dalla Terra, per farvi un’idea un anno luce corrisponde a circa 9.460 miliardi di km.

A rendere interessante la scoperta è che sarebbe la prima stella, attualmente scoperta, ad avere la stessa quantità di pianeti che le orbitano intorno.

Nuovo sistema solare: alla ricerca di nuovi pianeti

Gli scienziati sono ottimisti e credono che in futuro potrebbero scoprirsi altri sistemi simili al nostro, soprattutto in relazione alle nuove innovazioni legate all’intelligenza artificiale.

Paul Hertz, direttore della divisione astrofisica della Nasa a Washington ha detto in merito: “Proprio come pensavamo, ci sono emozionanti scoperte ancora nascoste nell’archivio dati di Kepler, in attesa degli strumenti e delle tecnologie capaci di scovarle. Questa scoperta dimostra che i nostri dati costituiranno un vero tesoro per i ricercatori innovativi per gli anni a venire”.

Nuovo sistema solare: il telescopio Kepler

Google Artificial Intelligence ha offerto una tecnologia che non solo consente di effettuare analisi ma anche di assimilare nuovi dati attraverso l’esperienza. La Nasa è venuta a conoscenza dell’ottavo pianeta proprio grazie a questa tecnologia, che analizzando l’archivio di dati ottenuti dal telescopio Kepler ha scoperto che i pianeti intorno alla stella non sono sette come si pensava.

Il telescopio Kepler, è in funzione da 8 anni e ha esaminato circa 150.000 stelle mentre ricercava altri esopianeti. Per funzionare ha bisogno di un fotometro che registra la luminosità di oltre 145mila stelle. I risultati sono inviati sulla Terra dove vengono studiati e analizzati.

Le scoperte, viste le immense distanze, non sono fatte tramite visione e conoscenza diretta. È la diminuzione della luce che la stella sprigiona durante il passaggio dei pianeti tra di essa e Kepler.

Oltre 35.000 sono gli indizi che ad oggi portano a ipotizzare la presenza di altri mondi.


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