La manovra è legge, il senato approva con 140 voti favorevoli

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La manovra è legge. Arriva il sì definitivo del Senato la legge di bilancio 2018, che sarà presto pubblicata in Gazzetta ufficiale. Il governo ha incassato la fiducia con 140 sì e 97 no.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni,  in un tweet ha subito commentato “la legge è una spinta alla crescita”.

Una manovra di circa 28 miliardi. La quota più consistente delle risorse è stata assorbita dalla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia che da sole valgono 15,7 miliardi. Tra gli altri pilastri del provvedimento: pensioni, incentivi alle assunzioni, rinnovo dei contratti degli statali, industria 4,0, bonus casa, pacchetto famiglia, taglio del superticket e web tax.

La manovra è legge: la misure per lo sviluppo del Sud

Tante misure per il Mezzogiorno: Aumento di 5 miliardi della dotazione del Fondo sviluppo e coesione per i grandi progetti di investimento pubblico in infrastrutture, ambiente, attrattori culturali, rigenerazione urbana e ulteriori risorse per Matera 2019; rifinanziamento del credito d’imposta per investimenti privati nel Sud; decontribuzione a livello nazionale del 50% per i giovani assunti a tempo indeterminato e, nel Mezzogiorno, al 100% per giovani e disoccupati da più di 6 mesi.

Fondo di investimenti per la crescita dimensionale delle PMI nel Sud; rifinanziamento per le aree interne da Nord a Sud; ulteriori disposizioni a favore delle zone terremotate del Centro Italia; meccanismi di accelerazione della spesa contro il dissesto idrogeologico; sostegno al riequilibrio di bilancio di Regioni ed Enti locali” .

Alcuni dei provvedimenti contenuti nella manovra

Molti i provvedimenti importanti contenuti nel testo, dall’Ape sociale, alla web tax fino all’avvio della stabilizzazione dei precari della scuola.

Stanziati 50 milioni nel 2018 e altri 150 milioni l’anno dal 2019 per avviare la stabilizzazione di 18mila insegnanti precari.

Ape social. Per poter usufruire dell’anticipo pensionistico i lavoratori di 15 categorie usuranti (entrano anche braccianti e operai agricoli, siderurgici di prima e seconda fusione, marittimi e pescatori) per i quali dal 2019 non scatterà l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni) dovranno aver accumulato 7 anni di lavoro negli ultimi 10. Le donne con figli potranno anticipare l’uscita dal lavoro di un anno per ogni figlio (nel limite massimo di due). Le norme riguardano anche i lavoratori precoci. Misure anche per parenti e affini, fino al secondo grado, che assistono un familiare disabile.

A partire dal 2018 le pensioni saranno pagate il primo del mese o il giorno successivo se il primo è festivo.

Niente più stipendi in contanti. Dovranno essere pagati tramite bonifico, strumenti di pagamento elettronico, pagamenti in contanti presso sportello bancario o assegno.

Per i figli fino a 24 anni che lavorano la soglia per essere considerati a carico sale a 4.000 euro.

Il bonus bebè nel 2018 sarà in forma piena solo per il primo anno e non più per 36 mesi e sarà riconosciuto per ogni figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018. Riguarderà circa 280mila famiglie nel 2018, il 50% con Isee non superiore a 7.000 euro (importo annuo 1.920) e il 50% con Isee compreso tra 7.000 e 25.000 euro.

Dalla Webtax al Biotestamento

Nuova versione della Webtax: l’imposta passa dal 6 al 3% e si applica solo i soggetti che effettuano oltre tremila transizioni di servizi in un anno. La norma non viene estesa all’e-commerce e alla cessione di beni e potrebbe portare a un gettito di 190 milioni di euro contro i 114 della precedente versione. Entrerà in vigore al 2019. Dal 2020, invece, Poste italiane dovrà svolgere il servizio postale universale anche per i pacchi fino a 5 chili di peso (il limite era fissato a 2 kg).

Biotestamento. Nasce presso il ministero della Salute la banca dati destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di trattamento (Dat). La dotazione per il 2018 è di 5 mln.

Le Pubbliche amministrazioni nel triennio 2018-20 potranno stabilizzare il personale medico, tecnico-professionale e infermieristico del Servizio sanitario nazionale, «dirigenziale e non» e assunto con contratto a termine da almeno tre anni.

 


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