Bimbo cinese ghiacciato, la foto gira il mondo: pioggia di donazioni

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Bimbo cinese ghiacciato. Ha fatto il giro del mondo la foto del bimbo cinese arrivato a scuola con i capelli e le ciglia ghiacciate. Il bambino è arrivato coperto di gelo perché per andare a scuola nel giorno degli esami aveva dovuto camminare per quattro chilometri nella neve, con una temperatura di meno 9 gradi.

I compagni di classe lo hanno chiamato in coro «Fiocco di neve» e hanno riso di lui quando è arrivato con i capelli pieni di ghiaccio. Quella di Wang Manfu, dieci anni, scolaro di una zona rurale dello Yunnan cinese è una storia che fa riflettere sulla Cina a due velocità: superpotenza economica che corre e sforna miliardari e l’altra lentissima che ancora combatte con sacche enormi di povertà.

Bimbo cinese ghiacciato: simbolo di una profonda povertà

Wang Manfu è uno dei milioni di bambini cinesi che vivono in villaggi sperduti con i nonni, perché i genitori sono andati in lontane città a lavorare. Per loro è stato coniato un nome: «liushou», che significa «lasciati indietro». Sono gli orfani sociali dello straordinario sviluppo industriale della Cina, che ha portato quasi 300 milioni di contadini a migrare dalla campagna alle megalopoli per trovare occupazione nelle catene di montaggio e nei cantieri. La scuola è l’unico rifugio sicuro per i «liushou».

Mi sono reso conto di aver dimenticato cappello e guanti quando ormai ero arrivato a metà strada…” racconta all’intervistatore, “Mi piace la scuola e da grande vorrei andare all’università a Pechino,” conclude il piccolo Manfu raccontando quel che sogna per il proprio futuro.

E’ stato Fu Heng il preside della scuola elementare Zhuanshanbao della contea di Ludian nello Yunnan a postare le foto del piccolo “Pieno di felicità” (questo il significato del nome Manfu) sui social media cinesi per mostrare al paese le condizioni di estrema difficoltà in cui si trova la scuola in questa parte rurale del paese.

Una pioggia di solidarietà per la piccola scuola cinese

“Dal 2013 stiamo cercando di migliorare le condizioni della scuola, della mensa e del cortile dove i ragazzi vanno a giocare ma non siamo in grado di tenere al caldo i bambini perché non abbiamo abbastanza soldi per il riscaldamento” ammette Fu. La mossa del preside ha avuto un riscontro immediato: dopo aver visto la foto di “Fiocco di neve” una campagna di raccolta fondi organizzata dalle associazioni di volontariato dello Yunnan ha ricevuto circa 100mila Renminbi (15mila dollari) in pochi giorni e altri 300mila sono arrivati nella cassa della scuola nelle ultime ore.

Secondo fonti dell’amministrazione locale, la città di Zhaotong City, capoluogo della contea di Ludian, conta oltre un milione di persone che vivono sotto il livello di povertà. Tra queste sono quasi 140mila i bambini che vanno alla scuola elementare. In quella di “Fiocco di neve” ce ne sono altri 167. ”

Secondo il China Daily le donazioni alla scuola hanno raggiunto 2,61 milioni di dollari e al padre del bambino è stato offerto un lavoro vicino a casa sua, nella provincia di hometown.

Le donazioni alla scuola serviranno per il riscaldamento dell’istituto e altri 77 dollari ciascuno verranno dati agli studenti per salvaguardarsi dalle temperature gelide.


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