Pagamento con carta di credito, stop ai costi extra

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Pagamento con carta di credito. Sabato 13 gennaio è entrata in vigore la nuova direttiva che regola i servizi di pagamenti nel Vecchio continente. Introdotti più diritti per i consumatori e requisiti di sicurezza più stringenti sia per gli acquisti online che nei negozi. L’Unione Europea elimina i costi extra e le commissioni sui pagamenti con carte di credito e debito sia online sia nei negozi. Secondo le stime grazie alla nuova direttiva i consumatori europei risparmieranno fino a 500 milioni di euro all’anno. Niente più sorprese addebitate all’ultimo quando su internet si arriva alla pagina del conto né quando qualche commerciante aggiunge un costo extra a chi non paga in contanti. Aumentano anche i diritti dei consumatori.

Pagamento con carta di credito: le nuove norme rafforzano anche i diritti dei consumatori

La prima direttiva di questo tipo risale al 2007, ed era pensata per favorire l’ingresso nel mercato di altri attori, per non lasciare il terreno dei pagamenti soltanto alle banche e alle carte di credito.

Negli ultimi anni si sono quindi sempre più diffusi nuovi metodi: da sistemi come Paypal (che per ha acquisito una licenza bancaria) alle app di mobile payment, come Apple Pay e Samsung Pay, o in Italia anche Satispay.

Sono esponenti della cosiddetta Fintech, la tecnologia applicata ai servizi finanziari, area che vale sempre di più ma che finora non  stata mai regolata. Spesso nemmeno a livello nazionale. Per questo gli Stati membri hanno chiesto una revisione della direttiva del 2007, che includesse i nuovi servizi.

La maggiore novità della PSD 2, quella con l’impatto più consistente per i cittadini,  è il divieto di costi extra sui pagamenti con carta.

Noto il caso dei siti di compagnie aeree che, al momento del completamento dell’operazione di acquisto, aggiungevano i costi di transazione, spesso tra i 5 e i 10 euro. Da oggi non potranno più farlo, così come i commercianti non potranno applicare ‘sovrapprezzi’ quando si acquista una merce, anche poco costosa, con carta di credito o debito.

Le nuove norme rafforzano anche i diritti dei consumatori: in caso di furto o frodi con carte o bancomat, il cliente fino ad oggi era tenuto a pagare 150 euro per operazioni che non riconosceva, effettuate prima della sua denuncia.

Aumenta la trasparenza dei costi di commissione

Ora la sua responsabilità scende a 50 euro. Aumenterà anche la trasparenza dei costi di commissione quando si acquista qualcosa (non in contanti) in una valuta europea diversa dall’euro. Fino ad oggi, alla transazione veniva applicato un tasso di cambio arbitrario, in ogni caso poco chiaro.     Infine, aumenta la protezione della privacy di chi utilizza i servizi Fintech, che creano un legame tra il conto del cliente e quello del venditore: da ora anche questi dovranno rispettare standard molto rigidi di protezione dei dati finanziari, e dovranno dotarsi di una sicurezza ulteriore per assicurare le transazioni (come sono, ad esempio, le procedure di ‘strong authentication’).


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