Liliana Segre nominata senatrice a vita. Sopravvissuta all’olocausto

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Liliana Segre è  il primo senatore a vita nominato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Così l’88enne, sopravvissuta ad Auschwitz insieme ad altri 25 bambini italiani su 776 deportati, entra a Palazzo Madama “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”, per aver fatto della sua immensa ferita una occasione di pace. Diventa il sesto senatore a vita proprio nell’anno in cui ricorre l’80esimo anniversario delle leggi razziali. Un segnale chiaro da parte del Colle, si ragiona in ambienti parlamentari, sulla assoluta impossibilità di negoziare valori fondanti come l’antirazzismo e l’antifascismo, contro la violenza e il negazionismo.

Liliana Segre: uno degli ultimi testimoni dell’olocausto

“Sono felice che abbia accettato, signora – ha detto il Sergio Mattarella al telefono -. L’ingresso in Senato di una persona con la sua storia e la sua forza morale avrà un significato importante per l’Italia”. Si riparleranno giovedì prossimo sul Colle, dove si svolgeranno le celebrazioni solenni del Giorno della Memoria e dove Liliana Segre sarà interrogata da un gruppo di ragazzi. Racconterà la propria esperienza di ebrea italiana perseguitata in patria, internata in un lager nazista e sopravvissuta. Una parabola drammatica, con un esito miracoloso che toccò a pochi. A ottant’anni dalle leggi razziali imposte dal fascismo, il capo dello Stato voleva che a qualcuno tra gli ultimi testimoni di una così grande tragedia andasse il massimo tributo delle istituzioni.

“E’ stato un fulmine, sono solo un araldo” 

 “Non posso darmi altra importanza che quella di essere un araldo, una persona che racconta ciò di cui è stata testimone. E’ stato – ha raccontato in un colloquio telefonico la Segre – un fulmine a ciel sereno. Mi sento una donna qualunque, una nonna, e non ho mai pensato a tutto questo. Sapere di essere tra i senatori a vita è un onore e una grande responsabilità”.


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