Paniere Istat, entrano mango e avocado, addio al telefono pubblico

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Paniere Istat. Cambiano le abitudini e i consumi degli italiani. L’Istat  ha rivisto e reso noto l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento della rilevazione dei prezzi al consumo.

L’aggiornamento del paniere, spiega l’Istat, tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie, dell’evoluzione di norme e classificazioni e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati.

Paniere Istat: le novità di usi e consumi

La principale novità del 2018 è l’utilizzo dei prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data) dei beni per la cura della casa e della persona, provenienti dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) del commercio al dettaglio (ipermercati e supermercati).

Nuovi prodotti entrano le paniere degli italiani: avocado e mango che, insieme all’ananas  compongono l’aggregato di prodotto frutta esotica la lavasciuga, che integra il segmento di consumo lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie,e i  robot aspirapolvere tra gli apparecchi per la pulizia della casa.

E ancora cresce il consumo di vini liquorosi. Escono invece dagli usi la telefonia pubblica, il canone Rai e il lettore Mp4.

Come si sviluppa l’indagine Istat

Per il calcolo dell’indice Ipca (armonizzato a livello europeo) viene impiegato un paniere di 1.506 prodotti elementari (1.498 nel 2017), raggruppati in 923 prodotti e 408 aggregati.

Nel 2018 secondo l’Istat, sono 79 i comuni che contribuiscono alla stima dell’inflazione per il paniere completo (80 nel 2017); la copertura territoriale dell’indagine è pari all’83,2% in termini di popolazione provinciale.

Tra punti vendita, imprese e istituzioni sono circa 42.400 le unità di rilevazione presenti nei comuni, mentre ammontano a quasi 8.000 le abitazioni presso le quali sono rilevati i canoni d’affitto.

La rilevazione centralizzata viene effettuata direttamente dall’Istat e riguarda un sottoinsieme di prodotti, il cui peso nel paniere è pari al 23,9%. Essa è realizzata utilizzando Internet mediante tecniche di scarico automatico dei dati (web scraping) o attraverso la raccolta di informazioni da grandi fornitori di dati.

Le quotazioni di prezzo raccolte attraverso gli scanner data provengono da un campione di 1.781 tra ipermercati e supermercati, rappresentativi dell’intero territorio nazionale e di 16 grandi catene della distribuzione al dettaglio.

 


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