Erdogan a Roma, incontri con Papa e autorità: proteste e sit-in

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Erdogan a Roma. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è arrivata a Roma in una città blindata. Una visita che ha suscitato proteste e sit-in. Il leader turco  incontrerà Papa Francesco, Sergio Mattarella e Paolo Gentiloni. I colloqui con il capo dello Stato e il premier serviranno a ribadire il fatto che “le relazioni bilaterali sono eccellenti”, come ha dichiarato lo stesso Erdogan, che comunque insiste sulle responsabilità dell’Unione europea in merito allo stallo dei negoziati di adesione di Ankara.

Erdogan a Roma: imponenti misure di sicurezza

Si tratta di una visota lampo di solo un giorno insieme alla moglie e ad alcuni ministri:  3500 agenti per garantire la sicurezza per proteggere il presidente turco dal rischio di attentati e tenere lontane le proteste annunciate.

I percorsi del corteo presidenziale rimangono riservati e i giardini di Castel Sant’Angelo si preparano ad accogliere un sit-in della rete Kurdistan Italia. Le proteste sono già cominciate. Cinque cittadini curdi sono stati bloccati mentre tentavano di entrare in piazza San Pietro, all’Angelus, con bandiere curde. Magistrati e giornalisti: “Riflettori sui diritti umani” L’Associazione nazionale magistrati e la Federazione della stampa hanno inviato una lettera a Mattarella perché “venga posta attenzione alla questione dei diritti umani violati” in Turchia.

La visita in Vaticano

il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, al momento della partenza da Istanbul, ha parlato della sua imminente visita ufficiale in Vaticano dichiarando: “Vedo questa visita come un’opportunità significativa di attirare l’attenzione sui valori umani comuni, l’amicizia e i messaggi di pace”. “Discuteremo di Palestina, Gerusalemme, Siria, Iraq, antiterrorismo, questioni dei rifugiati, aiuti umanitari” aggiungendo che si discuterà anche “della crescente islamofobia in Occidente e della lotta contro il razzismo culturale”.

Il presidente turco ha inoltre detto: “Abbiamo accolto in particolare la sua posizione su Gerusalemme”. “In questo periodo abbiamo parlato diverse volte al telefono. La sua posizione è stata davvero importante per mostrarci cosa possiamo fare insieme a lui in quanto leader dei cristiani nel mondo”.

sui fatti di Macerata il leader turco ha voluto dire la sua dichiarando: “A Macerata è stato terrorismo, un attacco razzista, non diverso da episodi di attacchi a moschee luoghi legati alla religione islamica. Abbiamo visto quanto accaduto in Myanmar. Dinanzi a questi episodi e’ obbligatorio mostrare una reazione decisa”.

 

Erdogan ha parlato anche del suo rapporto intimo e prioritario con la fede nell’Islam: «Per me è tutto, qualsiasi cosa mi ordina è la mia priorità». Alla guida della Turchia dal 2003, presidente dal 2014 e sopravvissuto al colpo di Stato del 15 luglio 2016 con i poteri rafforzati dal referendum dello scorso anno, Erdogan ha domato i nemici interni, bracca quelli esterni, spinge in avanti le truppe in Siria e persegue la creazione di una propria sfera d’influenza in Medio Oriente. Dimostrando in questa intervista una sicurezza, personale e politica, che accompagna la volontà di rilanciare il negoziato per l’adesione all’Unione europea, al momento tutto in salita.


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