Omicidio Jessica. L’ultimo sms al carnefice: “Lasciami dormire”

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Omicidio Jessica. Arrivata a casa alle 3 di notte e trovando il divano su cui dormiva occupato ha scritto un messaggio, il suo ultimo messaggio a quello che dopo poche ore si sarebbe trasformato nel suo aguzzino. “Dammi la stanza e fammi dormire” aveva scritto su Whastapp, una frase arrabbiata appunto, infastidita, perché in quel momento il tranviere, che ha 39 anni, occupava il divano letto che aveva offerto in subaffitto alla ragazza. Stava guardando il dvd di un cartone animato, non voleva andarsene in camera sua, e anzi insisteva perché Jessica, 19 anni, si unisse a lui.

Omicidio Jessica: tentativo di violenza sessuale

Dopo qualche minuto, seguirà il tentativo di violenza sessuale e l’omicidio. Garlaschi, l’omicida, secondo le ipotesi degli inquirenti, avrebbe reagito di fronte al rifiuto di un suo approccio, uccidendo a coltellate la ragazza che ospitava nell’appartamento in via Brioschi dove viveva assieme alla moglie.

Moglie che aveva spacciato per sorella con Jessica, stando a quello che la 19enne disse ai carabinieri del Radiomobile la notte del primo febbraio: fu lei a chiamare il 112 in quell’occasione per chiedere ai militari di aiutarla a rientrare in casa per recuperare le sue cose.

Già il primo febbraio, infatti, vi era stato un primo tentativo di approccio sessuale. Garlaschi le aveva accarezzato il braccio mentre lei stava dormendo. Alla fine, nessuna denuncia. Jessica rientrò in quell’appartamento nei giorni successivi, forse perché non aveva un altro posto dove andare.

Come nella primavera del 2016, ci racconta un volontario che la incrociò ai tempi, quando si rifugiava nel centro di emergenzia sociale di via Lombroso: “Era lì con il fidanzato, ma si vedeva che odiavano quel posto sporco e poco accogliente: sognavano di andare a vivere in una casa popolare”.


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