Rinnovo contratto sanità, aumento medio di 85 euro al mese

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Rinnovo contratto sanità. E’ stata siglata la pre-intesa per il rinnovo del contratto del comparto Sanità, che prevede un aumento medio delle retribuzioni di 85 euro al mese. Arriva ora il via libera ad un contratto che interessa i lavoratori, fra infermieri, operatori sanitari e amministrativi del Ssn.

Rinnovo contratto sanità: giornata positiva per la sanità italiana

“E’ una giornata positiva per la sanità italiana e per i lavoratori che giorno dopo giorno, con dedizione, fanno in modo che il servizio sanitario nazionale continui a funzionare, abbia una buona qualità e garantisca un diritto fondamentale dei cittadini come quello della tutela della salute”, sottolinea in una nota Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, commentando la firma.

I lavoratori della sanità avranno a partire dal 1 marzo 2018 un incremento delle retribuzioni, mediamente 85 euro al mese. Un risultato non scontato.

Dopo 28 ore di trattativa tra sindacati e Aran, mentre gli infermieri in sciopero protestavano sotto la pioggia della capitale, si è chiusa la pre-intesa.

Un’intesa che interessa 550mila lavoratori impegnati nel Ssn. Che però divide il fronte sindacale, con le sigle di categoria degli infermieri, Nursind e Nursing up, impegnati in uno sciopero nazionale (l’adesione è stata dell’80%), che hanno deciso di non firmare. Mentre Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto l’accordo.

La soddisfazione della ministra Lorenzin

La ministra della salute Beatrice Lorenzin valuta positivamente l’intesa: «Un passo importante per restituire la dignità a migliaia di professionisti – dichiara su twitter – che ogni giorno lavorano nel nostro Ssn e garantiscono la salute dei nostri cittadini. Adesso andiamo avanti anche per i medici». Le trattative sono infatti ancora in corso per il contratto dei Medici dipendenti ospedalieri e per la nuova convenzione con i medici di base.

I primi obiettivi raggiunti, con aumenti retributivi medi di 85 euro fino a 95 euro mensili e gli arretrati del 2016 e 2017. E poi, spiega la Cgil «ripartirà la contrattazione per il trattamento accessorio».

Sono previsti 91 euro pro capite per incrementare i fondi della produttività e rivalutare le indennità a seguito della contrattazione integrativa (a partire da notturno, pronta disponibilità e festivo).

Altro miglioramento ottenuto è che sono stati inclusi nel calcolo del tempo lavorato 15 minuti di tempo di vestizione, innalzabili in contrattazione aziendale e i tempi del passaggio di consegne tra un turno e l’altro.


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