Dati Istat: nel 2017 il Pil cresce dell’1,5%, mai così bene dal 2010

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Dati Istat. L’Istituto nazionale di statistica conferma le stime e certifica che il prodotto interno lordo italiano è cresciuto dell’1,5% nel 2017. Il rapporto deficit/pil si attesta all’1,9% mentre il rapporto debito-Pil dell’Italia è risultato pari al 131,5%, in calo rispetto al 132,0% del 2016.

Dati Istat, il quadro

Il dato è lievemente migliore rispetto alle indicazioni del governo. Nella Nota di aggiornamento al Def, infatti, era stato previsto un rapporto debito-Pil in calo al 131,6%. L’avanzo primario è ancora una volta positivo salendo all’1,9% dall’1,5% del 2016. Il saldo è positivo da 8 anni consecutivi. Si è registrato anche un miglioramento del dato sulla pressione fiscale. Nel 2014, infatti, era al 43,3%, nel 2015 al 43,2%. Nel 2017, invece, è scesa al 42,4%, in leggera dimunizione al dato del 2016, 42,7%. Il risultato, ha precisato Istat, non include la contabilizzazione degli effetti delle “Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca”; per definirli si attende la valutazione di Eurostat.

Dati Istat, Gentiloni: “Dati molto incoraggianti”

Il premier, Paolo Gentiloni, in visita al Talent Garden di Roma, ha dichiarato: “Abbiamo ricevuto dall’Istat dei dati molto incoraggianti per la nostra economia, non solo per la crescita finalmente rilevante”. Gentiloni è anche molto soddisfatto del dato del debito pubblico, in calo rispetto al 2016. Per il premier, inoltre, i dati Istat “non dipingono un Paese che ha risolto i propri problemi ma un’economia che migliora e può produrre una società che migliora”. In conclusione, dice: “Crescita, calo record del deficit, calo della pressione fiscale, perfino la riduzione del debito vanno utilizzati nel verso giusto per avere più qualità, più benessere e funzionamento migliore dei nostri servizi”.

Dati Istat, le parole di Padoan

Anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha voluto commentare i dati con un tweet: “Lasciamo al prossimo Parlamento conti pubblici in ordine (deficit in calo da quattro anni, debito stabilizzato e in calo dopo anni di aumento) e crescita in linea con il periodo ante-crisi. La politica del sentiero stretto richiede impegno e pazienza ma dà frutti solidi”.


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