E’ morto Stephen Hawking, icona mondiale della scienza moderna

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E’ morto Stephen Hawking, icona mondiale della scienza moderna. A renderne nota la scomparsa è stata la famiglia del noto scienziato. Nel 1963, quando aveva appena 21 anni, gli era stata diagnosticata la Sla, malattia che blocca progressivamente le funzioni vitali. Nonostante il gravissimo handicap, questo non gli ha impedito di diventare il più grande fisico, matematico, cosmologo e astrofisico del mondo moderno.

E’ morto Stephen Hawking: parlano i figli

Oggi è morto Stephen Hawking, nella sua casa a Cambridge. “Siamo profondamente rattristati per la morte oggi del nostro padre adorato. E’ stato un grandissimo scienziato e un uomo straordinario. I suoi lavori vivranno ancora per molti anni dopo la sua scomparsa”. Queste le parole con cui i figli del noto scienziato hanno divulgato la notizia della scomparsa del padre.  “Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo essere brillante e al suo umorismo, hanno ispirato persone in tutto il mondo”, hanno scritto i figli di Hawking in un comunicato diffuso ai media. La morte di Stephen Hawking è, infatti, sentita da tutto il mondo. Oltre che un grandissimo scienziato, matematico, fisico, cosmologo e astrofisico, è considerato da tutti un grande esempio per la sua personalità pungente e la sua perseveranza. Nonostante la malattia invalidante che lo ha paralizzato e costretto ad una vita sulla sedia rotelle, è diventato l’incarnazione del genio moderno.

La sua vita e la sua carriera hanno ispirato registi e sceneggiatori. James Marsh ha diretto “La teoria del tutto”, film interamente dedicato alla vita di Hawking. Lo scienziato era apparso poi nella saga di Star Trek “The next generation” e in una puntata dei Simpson. Stephen Hawking era anche stato autore di un libro da nove milioni di copie, “Breve storia del tempo”.

Stephen Hawking, il genio in sedia a rotelle

Stephen Hawking, il più grande scienziato moderno del mondo, era nato ad Oxford l’8 gennaio del 1942. Già all’età di 13 anni si manifestarono i primi sintomi della malattia. Questo non gli impedisce di laurearsi, a vent’anni, con lode nella facoltà di fisica di Cambridge. Dopo un anno, però, la situazione si complica. A ventuno anni gli viene diagnosticata la sla e comincia ad avere gravi problemi motori alle mani. Nel 1985 perde l’uso delle corde vocali a causa di una tracheotomia necessaria dopo la comparsa di una grave polmonite. Un problema dopo l’altro, lo hanno costretto ad una vita in sedia rotelle, impossibilitato ad alimentarsi da solo. E’ riuscito a comunicare e a continuare a svolgere il suo lavoro attraverso l’uso di un sintetizzatore vocale. Quando gli è stata diagnosticata la malattia, gli erano stati dati solo due anni di vita. Pur con una malattia invalidante, ne ha vissuti altri 55.

Cosmologia e buchi neri, i suoi contributi più rilevanti

Principale campo di ricerca di Stephen Hawking, l’uomo che voleva capire l’universo, è stata la cosmologia e la teoria della gravità quantistica, in particolare i buchi neri. I suoi primi lavori riguardano le specificità della teoria della relatività di Einstein. Nel 1971 dimostrò la formazione di micro-buchi neri dopo il Big-Bang. Nel 1974 dimostrò come i buchi neri possono essere descritti dalle leggi della termodinamica ed emettono radiazioni che portano all’evaporazione del buco nero stesso. Più grande merito è quello di aver unito la meccanica quantistica e la teoria della relatività. In campo cosmologico ha, poi, ipotizzato un universo senza limiti spazio-temporali, un universo aperto. Ha collaborato con altri scienziati e ha contribuito all’elaborazione di numerose teorie fisiche e astronomiche: il multiverso, la formazione ed evoluzione galattica e l’inflazione cosmica. Dal 1984, Hawking fu accolto nella Royale Society e nel 2009 ha ricevuto da Barack Obama la medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti. Hawking ha vinto l’Albert Einstein Award, il Wolf Prize, la Copley Medal e il Fundamental Physics Prize.


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