Trony, chiudono i battenti più di 40 negozi: oltre 500 senza lavoro

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Trony, il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società DPS Group di proprietà dell’imprenditore pugliese Piccinno, uno dei soci di Grossisti Riuniti Elettrodomestici ( GRE), che da più di 20 anni detiene la proprietà di Trony, colosso dell’elettrodomestica con 200 negozi in tutta Italia.

A nulla è servito il piano industriale, presentato lo scorso anno, che prevedeva la nascita della società Vertex, che avrebbe dovuto rilanciare la rete di vendita, cosi il tribunale non ha potuto concedere il concordato con continuazione di attività. Venerdì è cosi arrivata la comunicazione ufficiale di fallimento di DPS Group che detiene il marchio, con la conseguente chiusura di 40 punti vendita della catena commerciale.

Trony, dal 2015 erano attivi i contratti di solidarietà

La chiusura ha interessato soprattutto i negozi che si trovano sul territorio lombardo e pugliese, e i lavoratori che adesso si trovano senza un lavoro sono circa 500. Per i sindacati è una sconfitta, visto che avevano provato in passato a salvare il futuro lavorativo di queste persone, stipulando nel 2015 dei contratti di solidarietà difensivi che prevedevano una riduzione dell’orario di lavoro del 20%. Hanno cosi deciso di organizzare un sit-in a Bari, davanti a uno dei negozi chiusi: hanno partecipato oltre ai lavoratori anche alcuni clienti che avevano fatto degli ordini e dato anticipi prima della chiusura dei punti vendita.

Il segretario nazionale Fisascat Cisl Mirko Ceotto chiede un tavolo al Mise, per salvaguardare la situazione dei lavoratori, dal momento che non sono stati neanche garantiti degli ammortizzatori sociali, con la possibilità che anche in caso di fallimento, i punti vendita potrebbero essere acquistati da altri imprenditori, per tutelare il posto di lavoro dei dipendenti. La precaria situazione del mercato dell’elettronica e degli elettrodomestici sempre più minacciata dalla concorrenza dell’ e-commerce preoccupa anche Ivana Veronese, segretaria nazionale Uiltucs, che chiede che la questione della Trony venga posta all’attenzione del governo, per tutelare il futuro lavorativo dei dipendenti e non far pagare loro una scorretta gestione aziendale.


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