Bollette telefoniche, l’Antitrust blocca i rincari delle compagnie

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    Antitrust blocca i rincari

Bollette telefoniche, l’Antitrust blocca i rincari delle compagnie. Nel mirino dell’inchiesta sono finiti: Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre. Secondo il Garante della concorrenza, i quattro colossi della telefonia si sarebbero messi d’accordo su un aumento comune delle tariffe.

L’Antitrust blocca i rincari delle compagnie telefoniche

L’Antitrust blocca i rincari decisi dalle compagnie telefoniche. Questo quello che ha stabilito ieri il Garante della concorrenza tramite un’ordinanza di sospensione cautelare. La decisione dei gestori telefonici era stata una diretta conseguenza dell’obbligo impostogli di fissare la fatturazione mensile, in sostituzione di quella a 28 giorni. L’aumento generalizzato delle tariffe telefoniche di tutti e quattro i gestori aveva suscitato dei sospetti. Proprio per questo, a febbraio, l’Antitrust aveva avviato diverse indagini per verificare l’esistenza di decisioni pre-concordate tra Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre. I sospetti si sarebbero rivelati fondati. Secondo quanto ottenuto da una prima documentazione, le parti in causa avrebbero stabilito, tramite Asstel, una strategia commerciale comune. L’aumento generalizzato dei prezzi non avrebbe dato spazio ai consumatori di cambiare operatore. Da qui la decisione finale dell’Antitrust.

Cartello tra le compagnie telefoniche, danno per i consumatori

Le proteste dei consumatori proseguono da qualche mese. Già a fine gennaio, molti avevano denunciato aumenti della bolletta telefonica, a seguito della decisione di porre la scadenza degli abbonamenti mensilmente. Le associazioni dei consumatori avevano denunciato un aumento delle tariffe pari all’8,6%, informazione che l’Antitrust non ha potuto non tenere in considerazione. “Al fine di evitare il prodursi, nelle more della conclusione del procedimento, di un danno grave e irreparabile per la concorrenza e per i consumatori, ha adottato misure cautelari urgenti intimando agli operatori di sospendere l’attuazione dell’intesa oggetto di indagine e di definire la propria offerta di servizi in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti”. Questo quello che ha affermato il Garante della concorrenza, raccomandando ad ogni gestore di agire autonomamente. A seguito di ciò, Carlo Rienzi, presidente di Codacons, ha affermato: “Si tratta di una importantissima vittoria in favore di milioni di utenti”.

Per riparare al danno, qualche giorno fa l’Autorità per le comunicazioni ha ordinato che queste società restituiscano agli utenti quanto gli è stato sottratto tramite la fatturazione ogni 28 giorni. Non è ancora chiaro però come questa debba avvenire. Si pensa, principalmente, a degli sconti sul canone delle connessioni fisse.

Fastweb risponde: “abbiamo sempre perseguito politiche indipendenti”

Tra le compagnie telefoniche chiamate in causa, la prima a rispondere è stata Fastweb. “Fastweb è passata alla fatturazione a quattro settimane più di due anni dopo i propri concorrenti, quando tale approccio commerciale si era ormai affermato come prassi nel mercato e al quale ha dovuto necessariamente adeguarsi”. Ecco come cerca di rispondere alle accuse uno dei quattro colossi. “Fastweb ha sempre agito correttamente e ha sempre perseguito politiche commerciali indipendenti”, continua. Saranno necessarie ulteriori indagini per verificare se siano effettivamente stati realizzati dei cartelli e per stabilire eventuali altre sanzioni.


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