Torna l’ora legale, orologi in avanti di un’ora e meno sonno

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Nella nottata tra il 24 ed il 25 marzo torna l’ora legale. Alle 2 della mattina di domenica 25 marzo le lancette dell’orologio vanno portate avanti di un’ora. Un’ora di sonno in meno nella notte del passaggio, un’ora di luce in più, la sera, nelle giornate a seguire perché si posticipano di un’ora alba e tramonto.

Origini dell’ora legale

L’invenzione dell’ora legale è spesso attribuita all’inventore statunitense Benjamin Franklin, che nel 1784 scrisse una lettera satirica pubblicata su un giornale di Parigi, nella quale suggeriva scherzosamente ai parigini di alzarsi più presto al mattino per sfruttare la luce solare e risparmiare sul costo delle candele. Abolita nel 1920, nei decenni successivi l’ora legale fu più volte introdotta, sospesa, abolita e reintrodotta. Fu poi definitivamente ripristinata nel 1966, durante un periodo di crisi energetica in cui serviva sfruttare meglio la luce del sole nel tardo pomeriggio e alla sera. Dal 1966 al 1980 l’ora legale restò in vigore per quattro mesi all’anno (da maggio a settembre). È dal 1981 che ha cominciato a essere introdotta l’ultima domenica di marzo. Nel 1996 è stato introdotto un ulteriore prolungamento di un mese, concordato a livello europeo, e il ritorno all’ora solare è stato fissato l’ultima domenica di ottobre.

Le strategie da adottare secondo Terna

Terna stima un minor consumo di energia elettrica pari a circa 562 milioni di kilowattora, quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di circa 200 mila famiglie. Dal 2004 al 2017, secondo i dati elaborati da Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 435 milioni di euro.

I consigli di Coldiretti 

Per un passaggio  meno traumatico dall’ora solare a quella legale il consiglio della Coldiretti, per chi soffre di insonnia, è quello di favorire un riposo corretto ed un’alimentazione sana. Coldiretti afferma che ”un italiano su cinque ha difficoltà a dormire. E il cambiamento dell’orologio incide sulla qualità del sonno con il rischio di ansia, nervosismo, malumore, mal di testa e tensione muscolare. E’ quindi importante favorire in ogni modo un corretto riposo con l’alimentazione che – sottolinea – gioca un ruolo strategico: ci si addormenta difficilmente a digiuno o comunque non sazi, ma anche nei casi di eccessi alimentari, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti”.


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