Truffa Gratta e Vinci a Salerno: due coniugi intascano oltre 1 milione

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Truffa Gratta e Vinci, i colpevoli sarebbero due coniugi di Salerno titolari di una tabaccheria.

La truffa è andata avanti per anni, la coppia non ha mai destato sospetti ed è stata ben attenta a non farsi scoprire, durante un controllo dei carabinieri però sono venute a galla le malefatte.

I coniugi gestivano una tabaccheria in via Posidonia e negli anni avevo trovato un modo per garantirsi le vincite dei biglietti fortunati, fornendo alla clientela quelli perdenti.

Truffa Gratta e Vinci: accusa di frode, falsificazione e truffa

L’accusa è quella di falsificazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, frode nell’esercizio del commercio e truffa continuata in corso.

Un bouquet di accuse consistente a cui i due non potranno scampare.

I carabinieri hanno effettuato il controllo coadiuvati dal personale del Monopolio di Stato e durante l’analisi dell’esercizio commerciale hanno trovato e sequestrato Gratta e Vinci manomessi per il valore di 12 mila euro approssimativamente.

La coppia aveva iniziato ad intascare illecitamente del denaro nel 2011, gli accertamenti hanno stabilito che i titolari dell’attività individuavano il box number, il codice segreto di ogni biglietto, tramite piccole abrasioni non percepibili ad occhio nudo.

Truffa Gratta e Vinci: in sette anni hanno incassato oltre un milione di euro

Così facendo, per sette anni, hanno incassato biglietti vincenti vendendo quelli che non prevedevano vincite.

Negli anni avrebbero incassato intorno al milione e trecentomila euro.

Altre due attività commerciali di via Posidonia (rivendita n.57 via Posidonia 137 e rivendita n.10 via Posidonia 239) prendono le distanze e si dichiarano estranee ai fatti.

Una truffa ai danni dei consumatori onesti e abituali dell’attività che senza saperlo sono stati privati della possibilità di vincita.

I carabinieri della Stazione di Salerno Mercatello, forse mossi da un qualche sospetto, non si sono lasciati ingannare e hanno approfondito le indagini.

I coniugi dovranno rispondere delle loro azioni in tribunale e sarà la legge a decidere del loro operato.


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