Caso Foodora: respinto il ricorso dei rider dal Tribunale di Torino

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    Andreas Hartl, Auslieferfahrer des Lieferdienstes Foodora, fährt am 28.06.2017 durch eine Straße in Berlin. (zu "Liefernde Helden gehen aufs Parkett" vom 30.06.2017) Photo by: Sophia Kembowski/picture-alliance/dpa/AP Images

Caso Foodora: è stato respinto dal Tribunale di Torino il ricorso dei rider contro Foodora, la società tedesca di food delivery, a cui veniva chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro di subordinazione. Nello specifico il Tribunale del lavoro di Torino ha respinto il ricorso dei giovani lavoratori in quanto non avrebbe motivo di esistere visto che considerati dei semplici lavoratori autonomi non legati da un rapporto di subordinazione con Foodora.

Caso Foodora: le origini del diverbio tra le due parti risalgono al 2016

Le origini del diverbio tra la multinazionale tedesca e i fattorini in bicicletta risale al 2016, quando i rider avevano manifestato in piazza chiedendo una modifica della loro situazione contrattuale affinchè venissero tutelatele loro condizioni di lavoro e la loro retribuzione, che da 5,60 euro l’ora era scesa a 2,70 euro a consegna, provocando appunto dissensi e conseguenti scioperi. Ma Foodora per tutta risposta interruppe improvvisamente i rapporti di lavoro con i lavoratori in questione.

La sentenza dei giudici torinesi è  stata letta in aula nel pomeriggio di ieri 11 aprile, alla presenza dei fattorini che al momento della lettura sono rimasti in silenzio. Parole a tutela dei lavoratori sono invece state espresse dagli avvocati Giulia Druetta e Sergio Bonetto i quali hanno dichiarato che “il rapporto con l’azienda avesse le caratteristiche del lavoro subordinato benchè fossero inquadrati come lavoratori autonomi”, ritendendo l’app di Foodora come “una sorta di braccialetto elettonico”. Di tutt’altro parere i legali della multinazionale tedesca di consegna di cibo a domicilio, Ornella Girgenti , Paolo Tosi e Giovanni Realmonte affermando che “erano i rider a decidere quanto e quando dare disponibilità e l’azienda non si è mai vincolata a far lavorare”.

Caso Foodora: Grimaldi di Sinistra Italiana dalla parte dei lavoratori

Dalla parte dei lavoratori esprimendo per loro parole di conforto è stato il segretario di Sinistra Italiana Marco Grimaldi che invita i lavoratori a non arrendersi di fronte questo primo rigetto di ricorso, ma continuare a lottare per i loro diritti di lavoratori, garantendo di portare la questione nelle sedi istituzionali affinchè anche l’economia delle piattaforme possa rispettare la Costituzione. I legali dei rider hanno comunicato di voler presentare ricorso in appello. Si tratta della prima azione legale del genere in Italia.


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