Addio a Milos Forman, regista di Qualcuno volò sul nido del cuculo

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E’ morto a 86 anni negli Usa il registra ceco, Milos Forman. Ne ha dato notizia la moglie Martina. Forman aveva vinto due Oscar e due Golden Globe per la regia di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e per “Amadeus”. Un terzo Golden Globe lo aveva preso per “Larry Flynt – Oltre lo scandalo”.

Un’infanzia segnata dalla morte

Nato nel 1932 a Caslav, un paesino boemo, Forman visse un’infanzia drammatica: il padre arrestato dalla Gestapo morirà nel campo di concentramento di Buchenwald, la madre invece fu uccisa ad Auschwitz. Orfano a 12 anni, nel modo più brutale, Forman fu affidato agli zii. A guerra finita la vita gli riservò un altro colpo di scena: scoprì di essere nato da una relazione tra sua madre e un architetto cecoslovacco. Studiò regia alla Scuola di Cinema di Praga, negli anni Sessanta. Qui Forman si fece conoscere per alcuni film come “L’asso di picche”, premiato a Locarno, “Gli amori di una bionda”, manifesto della Nova Vlna praghese, e “Al fuoco, pompieri!”, che fece scandalo suscitando le proteste dei vigili del fuoco cecoslovacchi, e fu quindi vietato dal presidente Novotny.

Il successo negli Usa

Il suo debutto negli Stati Uniti è segnato da “Taking Off” , un film dedicato all’incomunicabilità tra genitori e figli. Il 1975 è l’anno della consacrazione con “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, a tutt’oggi considerato, insieme ad “Amadeus”, il suo capolavoro. Il film con Jack Nicholson vince 5 premi Oscar, compreso quello per il Miglior film. La denuncia sociale è alla base di molti suoi lavori, come “Hair” , musical pacifista e contestatore, e “Ragtime”.

Nel 1984 esce “Amadeus”, biopic sulla vita di Wolfgang Amadeus Mozart, considerato uno dei più grandi film in costume di tutti i tempi. Oltre alle interpretazioni dei due protagonisti Tom Hulce e F. Murray Abraham, le magnifiche scenografie, gli abiti e le ricostruzioni fedelissime della Vienna del XVIII secolo gli valgono quattro Golden Globe e ben otto premi Oscar, inclusi quelli per Miglior film e Miglior regia. “L’ultimo inquisitore” con Natalie Portman e Javier Bardem — che si ispira alla figura del pittore Francisco Goya — rimane di fatto il suo ultimo lavoro. Nel 2011 Forman infatti rivela di soffrire di una degenerazione maculare alla retina dell’occhio destro che via via gli fa perdere completamente la zona centrale del campo visivo.


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