Ape volontaria, avviato prestito per chi ha 20 anni di contributi

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Ape volontaria, ora è una realtà, è infatti arrivata l’adesione della prima banca, Intesa Sanpaolo, al finanziamento del prestito che dovrebbe consentire a chi ha più di 63 anni di età e 20 di contributi di ritirarsi dal lavoro grazie a un reddito ponte da restituire al momento del pensionamento con una rata sulla propria pensione nel corso di 20 anni.

L’Inps ha chiarito che i 20 anni di contributi necessari per ottenere il prestito devono essere maturati in una sola gestione.

In pratica non sarà possibile quindi accedere all’Ape se si hanno ad esempio 18 anni di contributi nella gestione dei dipendenti privati e 18 in quella dei dipendenti pubblici mentre è possibile se si hanno contributi per lavoro dipendente e autonomo cumulati per almeno 20 anni. Non sono cumulabili con altre gestioni anche i contributi maturati nella gestione separata.

Ape volontaria: di cosa si tratta

È un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. È riconosciuto in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019.

Può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

Il prestito è erogato per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

Il prestito ottenuto viene restituito in 240 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’INPS all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico. La restituzione del prestito inizia dal primo pagamento della futura pensione.

La procedura oggi è attiva e l’Inps ha spiegato che è rivolta a chi ha già ottenuto il riconoscimento del diritto all’Ape e al momento sono circa 7.000 le domande di certificazione accolte.

Dovranno decidere velocemente soprattutto coloro che hanno intenzione di chiedere nella domanda gli arretrati (se hanno maturato il diritto tra il 1 maggio e il 18 ottobre 2017) perché dovranno farlo entro il 18 aprile.

L’Inps comunica il prestito minimo e massimo ottenibile tenendo conto del fatto che non si può superare la richiesta del 75% della pensione in caso di richiesta di durata del reddito ponte superiore a tre anni.

La trattenuta sulla pensione (per 240 rate, 12 l’anno esclusa la tredicesima) tiene conto del capitale, del tasso di interesse, del costo del premio assicurativo contro il rischio di premorienza e del fondo di garanzia e sarà pari a circa il 4,6% della pensione per ogni anno di reddito ponte chiesto.

Come fare domanda

 

Per ottenere l’APE l’interessato, o gli intermediari autorizzati, devono presentare all’INPS la domanda di certificazione del diritto all’APE attraverso l’uso dell’identità digitale SPID almeno di secondo livello o il PIN dell’INPS.

L’INPS verifica il possesso dei requisiti di legge, certifica il diritto all’APE e comunica al richiedente l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile.

È disponibile il servizio online Ape Volontario – domanda di certificazione per l’inoltro delle domande di certificazione del diritto all’APE. All’interno dello stesso servizio sono consultabili lo stato della domanda e l’esito.

 


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