Ergastolo per l’uomo che uccise una giornalista svedese in Danimarca

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Ergastolo per l’uomo che uccise una giornalista svedese in Danimarca. Peter Madsen, inventore del sottomarino Nautilus, è stato condannato per aver ucciso e smembrato la giornalista svedese, Kim Wall. I resti della ragazza furono trovati su una spiaggia 11 giorni dopo la sua scomparsa.

Danimarca, ergastolo per l’uomo che uccise una giornalista svedese

Ergastolo per l’uomo che uccide una giornalista svedese in Danimarca. E’ stato condannato Peter Madsen, l’inventore del sottomarino Nautilus, che nell’agosto del 2017 uccise e smembrò la giornalista svedese, Kim Wall. Secondo quanto affermato dall’assassino stesso, il 10 agosto scorso, l’uomo aveva invitato la donna sul suo sottomarino per farsi intervistare.

L’uomo ha sempre negato di aver ucciso la donna, ma aveva ammesso di averla smembrata e averne gettato poi i resti in mare. Sulle cause della morte si è sempre tenuto vago e ha raccontato versioni differenti. Aveva inizialmente detto che la donna era morta perchè le era caduto in testa un oggetto pesante.

Quando, però, è stata ritrovata la testa mozzata della giornalista, non è stata trovata nessuna ferita al cranio. Madsen avrebbe poi dichiarato che la morte era avvenuta a seguito dell’esalazione di monossido di carbonio, all’interno del sottomarino. Come si nota dalle sue parole, le dichiarazioni fatte sono risultate inaffidabili e l’uomo è stato condannato all’ergastolo.

Danimarca, la sentenza dei giudici e le parole agghiaccianti dell’assassino

Ergastolo per l’uomo che uccise una giornalista svedese in Danimarca. Dopo oltre dieci giorni di udienze, è stata finalmente proclamata la sentenza finale di condanna per l’assassino canadese, Peter Madsen. Dalle udienze è venuto fuori che Madsen, uomo di 47 anni, si era fatto macabre fantasie sessuali anche su altre donne che, come la Wall, furono torturate e uccise.

Quando i giudici gli hanno chiesto perchè avesse fatto a pezzi la giornalista e ne avesse occultato il cadavere, la sua risposta è stata agghiacciante. “Non vedo cosa potesse importare. Non era forse morta?”. “È stato un cinico e pianificato assalto sessuale di natura particolarmente brutale”, ha detto il giudice Annette Burko, motivando la decisione finale. I pubblici ministeri lo hanno condannato con le accuse di omicidio premeditato, aggressione sessuale aggravata e vilipendio di cadavere.


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