Tragedia sulle Alpi: 14 morti in 7 incidenti, 7 italiani coinvolti

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Tragedia sulle Alpi: 14 morti in 7 incidenti. Bilancio terribile quello di ieri, dove 14 persone hanno perso la vita durante delle escursioni in alta quota. Tragedia più grande è avvenuta in Svizzera, sulla via verso Zermatt, dove, a causa del maltempo e della conseguente scarsa visibilità, sono morti 5 italiani. Altre sei persone sono in condizioni gravissime. Altri incidenti si sono verificati nel Cantone Vallese, sul Monte Bianco, sul Monte Rosa e sulle Alpi bernesi.

Tragedia sulle Alpi: 14 morti in 7 incidenti

Tragedia sulle Alpi: 14 morti in 7 incidenti. Quello che ieri doveva essere un giorno di festa si è trasformato in una strage. Sette incidenti, in totale, si sono verificati sulle Alpi. Il primo in Svizzera, dove un gruppo di 14 persone, formato da italiani, tedeschi e francesi, è stato colto di sorpresa da una tempesta, mentre percorreva la tratta Chamonix-Zermatt. La bufera, la nebbia fitta e il vento gelido hanno bloccato il gruppo su un pendio. Il primo a morire è stato Mario Castiglioni, la guida alpina, precipitato dalle rocce mentre cercava un rifugio. Con lui è morta anche la moglie bulgara, Kalina Damyanova. Le altre tre vittime del gruppo, tutte provenienti da Bolzano, sono: Elisabetta Paolucci, Marcello Alberti e sua moglie Gabriella Bernardi. Sono tutti morti per assideramento, dovuto all’intera notte trascorsa all’aperto a 3.200 metri di quota. Altri tre escursionisti, trovati tramite gli elicotteri del soccorso alpino, si trovano in gravissime condizioni, a causa di un forte stato di ipotermia.

Tragedia sulle Alpi: la testimonianza di un sopravvissuto

Tragedia sulle Alpi. Uno dei pochi sopravvissuti all’escursione verso Zermatt è stato Tommaso Piccioli, architetto proveniente da Riccione. “Era una gita difficile, non da fare in una giornata dove alle 10 sarebbe iniziato il brutto tempo: non era neanche da pensarci”. Ha raccontato l’uomo, dopo essere stato dimesso dall’ospedale. Le cause della tragedia sono da imputare sia al maltempo sia ad una serie di errori commessi dal gruppo. “Abbiamo sbagliato strada e ci siamo trovati nella bufera. Ci siamo persi quattro o cinque volte. Ho portato avanti il gruppo io perché ero l’unico ad avere un gps funzionante fino a che siamo arrivati a un punto in cui non si poteva più procedere perché con quella visibilità non era possibile. E’ arrivata la notte. Ci siamo fermati in una sella e anche quello è stato un errore perché non ci si ferma nelle selle quando c’è il vento”. Questo quello che ha raccontato Piccioli agli inquirenti.

“Ho cercato di non addormentarmi e ci sono riuscito, perché in quelle situazioni se ti addormenti sei finito: l’ipotermia ti prende e ti uccide.” Non appena ha cominciato a fare giorno,intorno alle 06:30, lui e un’escursionista tedesca hanno avvistato un altro gruppo di sciatori e hanno lanciato l’allarme. In breve tempo sono giunti i soccorsi, ma per gli altri non c’era più nulla da fare.

Tragedia sulle Alpi: altri incidenti sul Monte Bianco, Monte Rosa e sulle alpi bernesi

Tragedia sulle Alpi. Altro tragico incidente si è verificato sul Monte Bianco, dove altri due scialpinisti hanno perso la vita. Le vittime sono un 35enni di Annecy, morto a causa delle pessime condizioni meteo, e un altro compagno, travolto da una slavina. La valanga ha anche travolto e ucciso tre francesi, sempre nel Canton Vallese. Altro dramma si è consumato in Veneto, dove due uomini del Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi sono morti sull’Antelao. Stavano attraversando il Canale Oppel quando sono scivolati entrambi. Morta anche un’escursionista russa mentre attraversava il versante sud del Monte Rosa. Infine, due giovani svizzeri di 21 e 22 anni sono stati trovati morti, probabilmente per sfinimento e gelo, sulle Alpi bernesi, vicino al Monte Monch.


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