Mano bionica: il team italiano la immetterà nel mercato nel 2019

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    Una 'mano' a basso costo, il sogno di 5 giovani campani

Mano bionica: il suo nome è Hannes, è stata creata dal Rehab Technologies Lab ed è nata dalla collaborazione tra l’Istituto italiano di tecnologia e l’Inail.

Hannes riesce a simulare ben il 90% dei movimenti delle mani, è estremamente semplice da indossare, non necessita di interventi chirurgici ed è anche economica.

Alla base del suo funzionamento c’è la mioelettrica che rende possibili i movimenti tramite l’energia fornita da accumulatori elettrici e batterie.

La mano hi-tech verrà messa in commercio a partire dal 2019.

Mano bionica: l’evoluzione di Hannes

“È una mano figlia dei robot“, ha detto il direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia , Roberto Cingolano. Il suo ente, in collaborazione con l’Inail, ha creato il laboratorio nel dicembre del 2013. Il progetto è stato reso possibile da un investimento di sette milioni e mezzo finalizzato alla creazione di protesi di nuova generazione.

“È una dimostrazione di come la tecnologia possa aprire grandi opportunità a livello sociale”, ha detto Gabriele Galateri di Genola, presidente dell’Istituto italiano di tecnologia.

L’innovativa mano artificiale deve il suo nome a Hannes Schmidl, primo direttore tecnico del centro protesi dell’Inail a Budrio, nonché autore, nel lontano 1965, della prima mano basata sulla mioelettrica.

L’antenato di Hannes è stato iCub nel 2003 che ha gettato le radici per la svolta odierna. Nel 2015 il duro lavoro del team di ingegneri, fisici, esperti di robotica e pazienti ha dato i suoi frutti, era stato creato il primo prototipo funzionante capace di ricevere gli impulsi nervosi trasmessi dal cervello tramite i muscoli.

Mano bionica: gli scienziati dopo questo risultato sono già lanciati verso il futuro

Neanche il tempo di godere della conquista che gli scienziati sono già al lavoro per il raggiungimento di altri obiettivi, nel prossimo futuro il Rehan Technologies Lab vorrebbe arrivare a consentire la percezione del tatto, realizzare esoscheletri per camminare, arti hi-tech e organi stampati in 3D.


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