Calenda, riassorbiti lavoratori di Embraco con stesse paghe e diritti

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    Calenda, riassorbiti lavoratori di Embraco

Calenda, riassorbiti lavoratori di Embraco con stesse paghe e diritti. Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha reso noti i passi avanti fatti sulla vicenda Embraco, stabilimento di Riva di Chieri a Torino. Due aziende stanno investendo sull’ex Embraco, riassorbendo tutti i lavoratori con le stesse retribuzioni e gli stessi diritti, senza nessun supporto di denaro pubblico.

Calenda, riassorbiti lavoratori di Embraco con stesse paghe e diritti

Calenda, riassorbiti lavoratori di Embraco con stesse paghe e diritti. E’ stato presentato ieri ai sindacati e al ministro il nuovo piano di risanamento dell’Embraco. “Sono state presentate le due società che faranno l’investimento nell’ex Embraco.

Tutti i lavoratori saranno ripresi con gli stessi diritti e le stesse retribuzioni senza nessun supporto di denaro pubblico”.  Questo quello che ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Le due aziende interessate sono la Venture Productions, israelo-cinese, e la Astelav, torinese. La prima produce robot e droni per la pulizia di pannelli fotovoltaici e filtri per l’acqua, la seconda si occupa di rigenerazione di frigoriferi usati.

Con questi due nuovi piani industriali, tutti i 430 dipendenti dell’Embraco saranno riassorbiti. La Venture Productions dovrebbe occupare 350 lavoratori, mentre l’Astelav prima 30 e poi altri dieci. Altri 60 addetti che lavoravano presso l’Embraco, dovrebbero lasciare l’azienda grazie a degli incentivi offerti da questa.

Calenda, riassorbiti lavoratori di Embraco: nessun supporto di denaro pubblico

Calenda, riassorbiti lavoratori di Embraco con stesse paghe e diritti. Nel presentare il nuovo piano di reindustrializzazione dello stabilimento di Riva di Chieri, il ministro dello Sviluppo Economico ha tenuto a precisare che non è stato utilizzato denaro pubblico. I due progetti useranno, infatti, la dote che Whirpool ed Embraco hanno messo a disposizione per i lavoratori.

“I progetti presentati dall’azienda israelo-cinese e dall’Astelav sembrano interessanti. Verificheremo in futuro se sono così innovativi come sembrano, se manterranno l’occupazione e se potranno essere un esempio di reindustrializzazione nel nostro paese, ossia come si reagisce a processi di globalizzazione, delocalizzazione creando nuovi posti di lavoro”. Questo quello che ha affermato Ugo Bolognesi della Fiom di Torino. L’accordo sarà ufficiale venerdì, quando le parti si incontreranno all’Unione Industriali di Torino. Il ministro Calenda si reputa soddisfatto e parla di un’operazione andata a buon fine.


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