Sparatoria in Belgio: grida “Allah Akbar” e uccide tre persone

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Sparatoria in Belgio: grida “Allah Akbar” e uccide tre persone. E’ successo ieri mattina a Liegi, in Belgio, un uomo armato di coltello ha prima aggredito due poliziotte, per poi sparargli con la loro pistola di ordinanza, ha ucciso un passante e preso in ostaggio una donna. La polizia l’ha freddato dopo poco. Tre le vittime, e quattro i poliziotti rimasti feriti durante la sparatoria.

Sparatoria in Belgio: uccide tre persone e ne prende in ostaggio una quarta. La polizia lo ferma

Attimi di terrore si sono vissuti ieri mattina a Liegi, cittadina del Belgio, quando un uomo alle 10:30 ha aggredito con un coltello due poliziotte nei pressi della via Cafè des Augustins, zona centrale. Dopo avere rubato la pistola d’ordinaza di una delle due agenti, ha prima sparato a una di loro, per poi ferire mortalmente un ragazzo di 22 anni che si trovava all’interno della propria auto parcheggiata. L’uomo si è poi rifugiato nel portone di un liceo, il Lèonie de Waha, dove ha preso in ostaggio una donna. Gli agenti di polizia, una volta sul luogo, hanno aperto il fuoco contro l’assalitore che è rimasto ucciso. Feriti anche quattro agenti della polizia, mentre è illesa la donna presa in ostaggio dall’uomo. Secondo alcuni testimoni l’uomo avrebbe urlato “Allah Akbar” prima di essere ucciso dalla polizia.

Sparatoria in Belgio: l’assalitore era appena uscito dal carcere

L’aggressore si chiamava Benjamin Herman, originario di Rochefort, era stato arrestato per reati legati alla droga. Il giorno dell’aggressione si trovava fuori dalla prigione grazie a un permesso di qualche ora, previsto per il suo programma di reinserimento. Sembrerebbe si trattasse di una persona instabile, molto sola e violenta, questo quanto emerso dal suo profilo psicologico. Il premier belga Charles Michel ha dichiarato che l’uomo non faceva parte degli schedati come sospetti radicalizzati in Belgio, aggiungendo che “sulla base degli elementi raccolti i servizi hanno ritenuto che non bisognasse dargli la qualifica di radicalizzato”. Le indagini condotte dalla divisione della polizia federale belga che si occupa di antiterrorismo, seguono appunto la pista terroristica.

Il capo della polizia di Liegi ha reso noto che  l’obiettivo dell’assassino era attaccare la polizia, perchè è quello che ha fatto sin dall’inizio prendendo di mira le due poliziotte pugnalate selvaggiamente alle spalle”. Le due agenti di polizia rimaste uccise avevano 53 e 45 anni, erano entrambe mamme, una di due gemelle di 13 anni, l’altra di un ragazzo di 25 anni. La terza vittima è un ragazzo di 22 anni, studente  di Pedagogia della Haute Ecole di Liegi, che si sarebbe dovuto diplomare a breve. Tra i poliziotti feriti durante la sparatoria, uno si troverebbe in gravi condizioni. Illesa la donna tenuta in ostaggio dall’assalitore, e gli studenti del Lèonie de Waha che sono stati fatti uscire dall’edificio.

L’ultimo attentato terroristico che ha colpito l’Europa è avvenuto ad aprile scorso in Germania, quando un furgone si è gettato sulla folla, provocando morti e feriti.


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